Sul complesso di Edipo traslato

Avendo (mio malgrado?) a che fare con la psicologia (la facoltà che uno comincia pensando di arrivare a capire le persone e finisce continuando a non capire un cazzo, ma con un sacco di teorie della madonna in testa) ho ovviamente avuto a che fare con l’Egr.Sig. Freud (il ‘Sig’ sta per ‘Sigmund’,ovviamente). Non proporrò certo un compendio riguardante questo curioso personaggio, mi limiterò invece a poche e semplici considerazioni. La concettualizzazione della persona in Freud ricalca sostanzialmente una perfetta verità: l’uomo vuole scopare. In realtà non è una gran scoperta, ma se non altro è stato il primo ad avere il coraggio di ammetterlo, visto che nell’800 a sentirli parlare nessuno scopava e i bambini li costruivano col legno aspettando che passasse la fatina.

Ciò che invece mi ha sempre attanagliato è l’esasperazione della tendenza a scoparsi i propri familiari.

E’ il famoso complesso di Edipo : il bambino si rende conto che la madre non riversa tutto l’affetto su di lui, ma anche sul padre, e così desidera di ucciderlo e scoparsi la mamma. Questo fino ai 5 anni. A quell’età il bimbo riesce invece ad identificarsi con il genitore dello stesso sesso e risolve il conflitto (se non l’ha ucciso prima, ovviamente). Nel caso il conflitto edipico non venga invece risolto si ripresenterà sotto forma di nevrosi in età adulta, il che vi porterà a dover spendere qualche migliaio di euro dallo psicanalista.

Cioè: è una boiata. Non  basterebbe allora scoparsi la mamma per far cessare lo stato di nevrosi?

La mia personalissima teorizzazione è invece che il bimbo  a 5 anni abbia la capacità di rendersi conto che il papà ce l’ha molto più grosso di lui (salvo pietosi casi umani, suppongo) e capisce che ha perso. Fine del discorso.

Essendo innegabile che a livello prettamente scientifico (si parla di metodo scientifico) le concettualizzazioni di Freud valgono più o meno come una puntata dei Teletubbies (e non potete dire di aver vissuto finché non ne avete vista una), e considerato che esiste una schiera di studiosi che hanno fatto soldi a palate rivisitando (a caso) le sue teorie, propongo anch’io una mia personale interpretazione del complesso di Edipo che, non avendo nessun valore scientifico, non è falsificabile e quindi indiscutibile: l’ho denominata Complesso di Edipo traslato. Questa teoria parte dalla definizione classica sopra illustrata, ma si avvicina radicalmente al sentimento più puro dell’essere umano.

La sostanza è questa: non è vero che voglio scoparmi mia mamma. Io voglio scoparmi le mamme degli altri.

Questa tendenza (che non nascondo ai miei amici più cari) si dimostra risolutiva, risolvendo nevrosi, evitando scabrosi incesti, e permettendo di orientare le proprie scelte all’interno di uno spettro potenzialmente infinito  (va bene qualsiasi mamma).

Non ho ancora sviluppato completamente la teoria: in effetti rimangono alcune questioni in sospeso, riguardo al perché, ad esempio, le mie scelte ricadano sostanzialmente sulle mamme dei miei amici, cosa che studierò e proporrò come corollario del mio teorema.

Ma non ora, che devo andare a casa di un mio amico.

Tanto lui non c’è.

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    2 pensieri su “

    1. Complimenti, questa teoria è veramente meritevole.

      All’altezza, direi, di una vecchia teoria formulata anni fa da un mio amico, il quale sosteneva che Dante avesse fatto uso di stupefacenti per scrivere la sua grande opera… Teoria geniale, purtroppo non apprezzata dalla critica del tempo.

      Beta

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