a Judas life #5: la festa delle medie

(Riassunto delle puntate precedenti: Giuda scopre di chiamarsi Lodato Sicario Mazzotti, e al termine di una battuta di pesca in compagnia di Gesù inventa accidentalmente la bestemmia).

 

In quel tempo, anzi, anche in quel tempo, c'era la festa delle medie. Cioè, le scuole medie non erano ancora state inventate, come istituzione, ma già esistevano le feste che i dodici/tredici/quattordicenni organizzavano al pomeriggio per divertirsi e, possibilmente, limonare.
Ovviamente Giuda non sarebbe riuscito a limonarsi nessuno, nemmeno se fosse intervenuto direttamente il padreterno, e nemmeno considerando il fatto che Gesù era amico suo.
Insomma, era bruttino e si diceva che solamente l'inferno avesse un fetore paragonabile a quello del suo alito.
Considerando poi che 'sta cosa dell'alito la sosteneva Gesù stesso, era pure attendibile.
Però la speranza è l'ultima a morire, soprattutto a una festa delle medie. Così, alle
quattordici e zero zero di Domenica pomeriggio, Giuda stava davanti al campanello di casa Malinverno, con una bottiglia di coca-cola in mano.

– Chi è?

-Salve signora, sono Giuda, c'è Giona?

– Certo, Giuda, entra pure! Gli altri sono già qui!

Nel soggiorno di casa Malinverno stavano stipati una trentina di ragazzetti preadolescenti in chiara fase di scompenso ormonale. Alcuni (pochi, per la verità) stavano già timidamente limonando, la maggior parte invece stava intraprendendo il lungo e faticoso rituale che forse (il “forse” è d'obbligo) li avrebbe portati a limonare entro le diciotto e zero zero, ora prevista per la fine della festa. Via quindi agli sguardi rubati, alle aggiustate di capelli, ai balli e tutto il resto del repertorio.
L'unico non interessato a tutto questo
ambaradan di flirtaggi vari era Gesù, che curiosamente passava gran parte del tempo di fianco alla ciotola del succo d'arancia.

Che fai?”, chiese Giuda.

Ora ti mostro come ci si diverte, Iscariota”.

Fu così che trasformò il succo d'arancia in vodka-redbull.

Nel giro di mezz'ora, Maria Maddalena ballava in mutande sul tavolo, SimonPietro sboccava nei vasi di fiori e Giovanni faceva l'imitazione di Andreotti (che all'epoca aveva già circa centosei anni) per far divertire le fanciulle.
Marco invece era misteriosamente sparito: gli ultimi ad averlo visto giuravano di averlo sentito dire “vado a fare un giro nel bosco”.
Era il caso di chiedere lumi a Gesù.

Gesù, Marco è sparito!”, urlò Isaia.

Tornerà, non preoccupatevi.”, rispose serenamente lui, “così come ho fatto ritornare sano e salvo Mata alla festa di carnevale, anche Marco tornerà tra noi”.

E tutti furono tranquilli.

Nel bel mezzo di questo degenero totale, anche Giuda si stava divertendo da matti: aveva messo gli occhi su Maria Maddalena, con la quale in altre occasioni non avrebbe avuto nessuna possibilità, ma che al momento era totalmente preda dei fumi dell'alcol.
Fu così che si fece avanti.

– Ehm… ciao, Maria Maddalena

– Ciao, Giuda, che vuoi?

– Eh, ecco, vedi, io pensavo che siccome stai ballando da molto potresti essere un po' stanca e, cioè, magari ti andrebbe di andare nella stanza dei genitori di Giona e stenderti un po' sul letto per riposare, e io potrei stare lì di fianco con una sedia e raccontarti una fiaba mentre ti addormenti, e poi, che ne so, magari nell'alzarmi potrei scivolare sul letto ed il mio pene potrebbe accidentalmente infilarsi nella tua vagina.

– Uhm… ok.

– OK?

– Si, ok. Ci sto.

– OH, CRISTO!

– Mi hai chiamato?

– Eh? Ah, no, Gesù, scusa, non dicevo a te. Amico mio, sto andando a ciulàre!

– Sesso prematrimoniale, eh? Bene, bene. Divertiti.

 

Così Giuda e Maria Maddalena si incamminarono verso la stanza, mentre il Nazareno non riusciva a smettere di sghignazzare.
Furono i cinque minuti più belli della vita di Giuda.
Terminato l'amplesso e fumata l' obbligatoria sigaretta, l'Iscariota si aggirava con sorriso ebete tra gli altri invitati, che nel frattempo erano intenti a colpirsi con mazze chiodate, perché a quei tempi il gioco della “mossa” non si faceva dando pugni.
Ma era tutto troppo perfetto per uno sfigato come lui: qualcosa stava per succedere.
Poco dopo, infatti, Giona chiamò a rapporto proprio Giuda.

– Che c'è, Giona?

– Ehm, caro Giuda, ci sarebbe un piccolissimo problema.

– Guarda, in questo momento niente potrebbe rovinare la mia pace interiore.

– Maria Maddalena sta partorendo.

– OH,CRISTO!

– Mi hai chiamato, Giuda?

– Eh? Ah, no, Gesù, non dicevo… anzi, no, cioè, si, Maria Maddalena sta partorendo, ne sai niente tu?

– Io? Ah, beh, ehm… diciamo che dovevi essere punito per il tuo peccato. E che ho un compito in classe di miracologia questo Sabato, ho bisogno di esercitarmi.

– Ma cazzo, Gesù… cioè, che poi, come diavolo fa a partorire di già? L'abbiamo appena fatto!

– Non sottovalutarmi, ciccio. Si chiama “eiaculazione precoce retroattiva”. Tu l'hai fatto adesso, ma hai eiaculato nove mesi fa.

– A 'sto punto mi manca solo una maglietta con scritto EPIC FAIL…

– Infatti ce l'ho. Tieni.

In quel mentre, Maria Maddalena imprecava copiosamente in preda alle doglie e tutti gli altri invitati le erano accanto, palesemente ubriachi, cercando di aiutarla in qualche modo, ma nessuno sapeva come comportarsi.

– Che si fa, ragazzi?

-Non so, a me han detto che per le doglie ci vuole il tonno.

– Il tonno?

– Si, che se le fai mangiare un po' di tonno il dolore si attenua.

– Ma sei sicuro?

– No, ma che ci costa provare?

– Giusto. Giona, hai del tonno?

– Uhm… ci guardo.

– Ma che diavolo le sarà saltato in mente di farsi Giuda? Bah.

– Vabbè, era ubriaca.

– Eh, vabbè, però un figlio è per sempre, tipo un diamante.

– E chi l'ha detta 'sta minchiata del diamante?

– De Beers.

– Chi?

– Ragazzi, ragazzi, il tonno non ce l'ho!

– Merda.

– Però ho trovato del Rio mare patè, secondo voi può andare bene lo stesso?

– Boh, è al tonno?

– Si.

– E allora tentiamo, che abbiamo da perdere?

– Ok. Datemi un cucchiaio che le faccio l'aeroplanino.

– Eh?

– Non lo sai? Alle donne che stanno partorendo si deve dare il tonno facendo l'aeroplanino.

– Ok Giona, tieni.

– Ecco, ok, allora, Maria Maddalena, sei pronta? Guaaaarda l'aeroplanino che arriv…

– VAI A FARE IN CULO, TESTA DI CAZZO!

– Senti, Giona, non vorrei importunarti, ma dalle parole di Maria Maddalena evinco che non è tendenzialmente predisposta a far atterrare l'aeroplanino.

– Merda, e ora che si fa?

– AAAHHHHH!!

– Che succede?

– Si sono rotte le acque!

– Merda. Dov'è Gesù? L'ha fatto lui tutto 'sto casino!

– Gesù! Gesù!

-Che c'è?

– A Maria Maddalena si sono rotte le acque!


Silenzio. Agghiacciante silenzio. Poi Gesù parlò.
 

– Vai a chiamare Mosè.

– Eh?

– Vai a chiamare Mosè! Fa il bagnino al bagno Facchetti, a quest'ora sarà in spiaggia. Muoviti!

– Ok. Serve altro?

– Si. Il castoro della pubblicità del dentifricio.

– EH?

– Senti, qui si sono rotte delle acque. Ci servono Mosè e un castoro. SUBITO!

Fu così che Mosè e il castoro arrivarono insieme, poco dopo, a bordo di un vecchio Garelli. Mosè provvide a separare le acque, mentre il castoro costruiva la diga: il nascituro venne così alla luce senza problemi, tra le imprecazioni di Maria Maddalena e l'espressione catatonica del novello padre Giuda.
Prima di tornarsene tutti a casa “col mal di testa regolare tipico del day-aftèr”, per dirla alla Pezzali/Repetto, Giuda si rivolse nuovamente a Gesù.

– E col bambino come facciamo?

– Spiedo.

E spiedo fu.

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