Benvenuti nella mia testa

C’ho voglia di cuori di palma. Cazzo che voglia di cuori di palma. Ci saranno? Dove saranno? Uhm… dove c’è la roba nei vasetti di vetro. Sottaceti! Dove ci sono i sottaceti! Vediamo un po’: cetriolini, carciofini, fagiolini… ma perché li fanno finire tutti in “ini”? Cazzo, non ci sono, i cuori di palma. Da dove diavolo arrivano, poi? Uhm, credo dal Costa Rica. Potrei aprire un negozio di cuori di palma. Magari faccio una convenzione col Costa Rica, così mi ci faccio pure tre-quattro viaggi all’anno. Sarei l’uomo Del Monte dei cuori di palma. L’uomo Del Palma. Figata. Magari quando ho finito qui vado a comprarmi un panama e una camicia da stonzo. Dove cazzo l’ho messo il carrello? Ah, eccolo. Ehi, eccoli qui! Poi, poi, poi… melone, Sì, melone col crudo. Adesso mi metto di fianco a quella tizia e faccio finta di essere un espertone di meloni. Guarda come lo annusa: ma ci si capisce davvero qualcosa, annusandolo? Naa. Lo picchietta pure col pugno. Bah. Sta bussando a un melone. Adesso mi metto dietro la sua schiena e faccio finta di essere il melone che le risponde chi è?. Però dovrei farlo con la voce da melone, ma non so se sono capace di farla. Vabbè, faccio finta di annusarli pure io che non voglio essere da meno, e poi ne piglio uno a caso. Ecco, questo va benissimo. Ah, già, devo pesarlo. Che tasto è? Centoquarantanove. Ok, la bilancia dove sta? Eccola. Ok, ehm… che cazzo di numero era? Ah, sì, centotrentanove. Carrube? Merda, ho sbagliato numero, mi sono fatto uno scontrino per duechilicentocinquantagrammi di carrube. Chi cazzo se li compra due chili di carrube? Vabbè, lo rifaccio dopo. Guardiamo un po’ cosa c’è qui… CILIEGIE, cazzo! Minchia che voglia di ciliegie, ucciderei per una ciliegia. Ne prendo un chilo. No, due. Voglio passare tutta la sera a mangiare ciliegie ascoltando canzoni struggenti, sarebbe fighissimo. Io, il gatto e le ciliegie. Oddio. Oddio, è bellissima. Adesso vado lì e glielo dico: sei bellissima. Ti ho vista mentre sceglievi la frutta e sei davvero bellissima. Stavolta lo faccio, giuro. Certo che a volte le donne ti fanno uscire di testa: si mettono lì a scegliere una pesca come fosse la cosa più importante del mondo. E quando trovano quella giusta  – e chissà come diavolo fanno a capire qual è, tra mille – sorridono. Poi dice che uno non ci deve uscire pazzo. Giuro, glielo dico. Macché, solo a pensarci sto andando in tachicardia. E poi, è dalle elementari che mi dico “adesso vado lì e glielo dico”. C’hai trent’anni, cazzo. Ma poi magari mi piglia per un invertito. Boh. Ehi, ci sono i ghiaccioli in offerta! Ci sarà un pacco da trecento ghiaccioli azzurri? Che il pacco misto mi sta sulle palle. È che gli altri li posso anche mangiare, ma quello marrone non lo sopporto. Lo mangerà, il gatto, il ghiacciolo marrone? Naa. E poi per stasera gli ho già promesso che facciamo a metà con la bistecca. Che poi tanto lo so che alla fine mi guarda e io gliene do tre quarti e non mangio un cazzo. Però magari poi mi restituisce il favore e si ferma un po’ con me per quella cosa delle ciliegie. Cazzo, non le ho ancora prese, le ciliegie. Che voglia, di ciliegie. Ecco qua: otto ghiaccioli azzurri. Ne volevo trecento, ma vabbè. Potrei prenderne quaranta confezioni, però: sai che bello arrivare in cassa con quaranta confezioni di ghiaccioli azzurri? Speriamo ci sia la cassiera con le mani belle. Vabbè, un pacco da otto di ghiaccioli azzurri e mi accontento, li metto nel carrell… ehi, quando cazzo li ho presi i Tampax? Merda. Sto andando in giro col carrello di qualcun altro. Dove diavolo è il mio? Ah, eccolo. Li ho presi i cuori di palma? Ah, sì. Ok, ho tutto, no? Vediamo un po’… sì, cazzo, c’è la cassiera con le mani belle. All’altra cassa c’è meno coda, però. Ma che mi frega, io vado dalla cassiera con le mani belle e la guardo mentre fa passare i codici a barre. Poi magari glielo dico, che ha le mani belle. Sì, ok, non belle come quelle di lei, però belle. Chissà cosa sta facendo, lei, adesso. Chissà se ogni tanto si chiede cosa faccio io. Sarebbe bello. Magari da qualche parte i nostri pensieri si incrociano e si salutano. Magari si abbracciano. Ed è un po’ come se ci abbracciassimo anche noi. Quasi quasi mi piglio un kinder Bueno. Che bastardata mettere i cioccolatini alla cassa. Ma no, dai, fa troppo caldo per il cioccolato. Qui dentro però c’è un bel fresco. Come minimo, col caldo che c’è di fuori, quando esco mi piglio una polmonite di quelle giuste. Chissà chi sarebbe il primo a venirmi a trovare in ospedale. Boh, speriamo mi porti una birra fresca. Ci saranno le birre nei distributori degli ospedali? Be’, no, che domanda del cazzo. Potrei aprire una ditta di distributori di birra per ospedali, anzi! Distributori di birra e cuori di palma. Ehi, tocca a me. Che belle mani. Adesso glielo dico. Giuro, glielo dico. Macché, solo a pensarci sto andando in tachicardia. E poi, è dalle elementari che mi dico “adesso vado lì e glielo dico”. C’hai trent’anni, cazzo. Ma poi magari mi piglia per un invertito. Boh. Ho pensato la parola “dico” un sacco di volte, se stessi scrivendo i miei pensieri non andrebbe mica bene, troppe ripetizioni. Mi servirebbero dei sinonimi. Che belle mani. Dai, adesso basta minchiate, glielo dico. È una cosa bella, no? Semplice. Pulita. “Sai, hai delle bellissime mani”. È una cosa bella, no? Ora glielo dico. Giuro. Magari prima di andare via, poi mi giro e me ne vado di buon passo. Non sarà mica la fine del mondo. Sì, ecco, faccio per andarmene, torno indietro dopo un poco e le dico “Mi sono dimenticato di dirti una cosa, prima: hai delle bellissime mani” e me ne vado. Sì, lo posso fare.

«Sono sessantaquattroeuroenovanta»
«Eccoti. Ciao, grazie.»
«Grazie a te. Ciao!»

(trenta secondi più tardi)

«Scusa, mi sono…»
«Come?»
«No, dicevo… mi sono dimenticato, ehm…»
«…»
«Mi sono dimenticato le ciliegie, cazzo.»

 

Se qualcuno si stesse chiedendo che significato abbia la roba che ha appena letto, be’, non lo so. Nessuno, credo. Sono solamente andato a fare la spesa.

Però, be’, sì, insomma: benvenuti nella mia testa.

 

Se apprezzi questo articolo, condividilo con i tuoi amici!

    2 pensieri su “Benvenuti nella mia testa

    1. …adesso vengo lì e te lo dico, macchè, solo pensarci mi fa andare in tachicardia!
      I nostri pensieri si incrociano? Peccato che siano solo quelli ad incrociarsi ed abbracciarsi.
      QBTB

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.