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Contributo "best of" dela settimana!



sabato, 01 dicembre 2007



Capita che la vita ci riservi percorsi eccentrici per arrivare a conclusioni che parrebbero invece a raggiungimento lineare; questo a volte fa incazzare, altre fa ragionare, a volte ridere, in alcuni casi non si sa proprio cosa pensare, ma la verità è una soltanto: la vita è pigra. Non lo siamo noi, non è il nostro modo di viverla: è lei, come entità più o meno astratta, ad esserlo. Potrebbe tracciare la retta (una e una soltanto) che parte dal punto A ed arriva al punto B, semplicemente, ma piuttosto che dannarsi a cercarla ti disegna un percorso a caso, del tipo “e mò so’ cazzi tuoi”. Qui sta la pigrizia.
E questo l’uomo lo sa : pensiamo alla nostra letteratura. L’Odissea, ad esempio. O pensiamo alla vita di alcune persone: pensiamo a Mauro Repetto.
Capita così, ad esempio, di perdere i documenti, di non poterli rinnovare causa “buchi neri” burocratici e di circolare per mesi senza patente né carta d’identità, sperando non ti fermino gli sbirri perché altrimenti stavolta sei nella merda davvero. Poi, come a volte (a me raramente, per la verità) accade, qualcosa cambia, qualcosa gira per il verso giusto. Perché così è la vita: un giorno ti scava una buca dietro la prossima curva di una strada a scorrimento veloce, il giorno seguente arriva sotto forma di aquila gigante e ti salva dalle fiamme del monte Fato.

Così ti giunge una telefonata nella quale ti comunicano che la tua residenza è arrivata e quindi puoi finalmente avere i documenti nuovi, servono soltanto tre fototessere.

Tutto qua.

Fantastico.

 
(QSFB raggiunge il paesino X, che conosce ma del quale non è esperto, e cerca un fototesseraio, per poi recarsi all’anagrafe del paesino stesso e farsi fare, finalmente, la carta d’identità: dopo aver vagato per un tempo relativamente breve, lo trova. Si avvicina alla porta d’ingresso. C’è scritto “spingere”. QSFB tira. La porta non si apre. QSFB riguarda la porta. C’è scritto “spingere”. QSFB spinge.
La porta non si apre.)

 
All’ingresso trovo esposto il seguenti orario:


L'immagine
“http://rasta81.interfree.it/Appletini/orario.jpg” non può essere
visualizzata poiché contiene degli errori.

Cominciamo bene.

Insomma, dopo aver ragionato una decina di minuti sul senso di questi orari ed aver concluso che non c’è, un senso, torno al problema principale: il negozio è chiuso. Sto già cominciando a pensare che la vita abbia ripreso a mescolare le carte, quando la porta si apre.

No, non quella del negozio. Quella di fianco.

Esce una ragazza, mi guarda intensamente, quel tanto che basta per pensare “stasera si ciùla”, ed invece si sviluppa il seguente dialogo:

 

Ragazza: Non c’è nessuno in negozio?

 

QSFB: No.

 

Ragazza: Ah, ok.

 
(la ragazza richiude la porta con gesto deciso. QSFB pensa due cose. Primo: stasera non si ciùla. Secondo: avrà a che fare col negozio?starà chiamando, che ne so, suo padre che mi aprirà sorridente?Bah. Attendo.)

 Passano una decina di minuti buoni: la mia limitata pazienza ma soprattutto la temperatura subpolare mi inducono a delineare immantinente uno stratagemma atto a risolvere l’arzigogolo. Così  mi avvicino alla porta e suono timidamente il campanello. Esce la ragazza.

 

Ragazza: Che c’è?

 
QSFB: Ehm.. siete voi quelli del negozio di foto?

 
Ragazza: Noi? No, no.

 
QSFB: Ah.. perché sei uscita chiedendomi se c’era qualcuno, credevo che..

 
Ragazza: No, no, non c’entriamo niente noi.

 
QSFB: Ah. Allora che cazzo volev.. cioè, non sapresti per caso dirmi come mai è chiuso?

 
Ragazza: Mah. Guarda, per quanto ne so, probabilmente il fotografo è al bar qui di fianco (indicando una tipica bettola bresciana).

 
QSFB: Ok, grazie!

 

(QSFB , pervaso da nuova linfa vitale, si reca fiducioso al bar di fianco.)

 

Guardo l’insegna: “Bar sport”. Non potevo aspettarmi di meglio, mi dico.

Entro. Lo scenario è tipico della bettolaccia di paese: ubriacone da banco in bilico sul suo stesso gomito (alle 4 del pomeriggio), televisore perennemente acceso anche se nessuno lo caga, esercente ultrabicentenario, sguardo di odio nei confronti dell’avventore sconosciuto.

Cioè io.

 

QSFB: Scusi..

 
Esercente: Vuoi uno specialino?

 
QSFB: Ehm.. veramente cercavo il tizio che fa le foto.

 
Esercente: Ah. Hai provato a guardare in negozio?

 
QSFB: …

 
Esercente: E’ stato qui fino a poco fa, ma poi è andato. Magari è in negozio.

 
QSFB: La ringrazio. Mi è stato davvero utile..

 
Esercente: Allora, non lo vuoi lo specialino?

 
QSFB: …

 
Esercente: …

 
QSFB: ..vada per lo specialino.

 
(l’esercente si volta, maneggia un’ottantina di bottiglie (presumibilmente a caso), poi si volta nuovamente e, con aria di sfida, porge un bicchiere colmo di liquido dal colore indefinito, quasi certamente tossico. QSFB lo butta giù senza domandare e, dopo aver sentito evaporare dal proprio corpo una decina d’anni di vita, paga e se ne va)

 

Esercente: A presto.

 

QSFB: Forse.

 

(nota: QSFB non incontrerà mai il tizio delle foto, anche se lo conserverà per sempre nel suo cuore. Si recherà in un centro commerciale e si farà immortalare da una tristissima macchinetta.
Che gli ciùlerà 1 euro.)

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    3 pensieri su “best of

    1. Ma piantala di scrivere cazzate in un blog ! Scrivi un libro sulla tua vita ! Sarei il primo a comprarlo !
                                                                                                     
                                                                                                      con ammirazione DB

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