best of

Dopo circa due anni e mezzo di attività, mi sembra giusto proporre una sezione "best of" all’interno della quale inserire alcuni post particolarmente apprezzati (da noi, se non altro), per vedere se ci fanno ancora sorridere ma anche per capire come siamo degenerati nel tempo, idiotisticamente parlando. Questi "nuovi post vecchi" saranno appunto inseriti nella sezione "best of": il meglio del peggio di appletini.it.


mercoledì, 10 ottobre 2007


 (Attenzione: questo post è lungo. Si declina ogni responsabilità per attacchi cardiaci, crisi epilettiche o masturbazione compulsiva.)

Burrhus Frederic Skinner è stato un importante psicologo americano. Prima di spiegare ciò che voglio spiegare, però, riporto un breve dialogo tra i suoi genitori a proposito del nome del figlio:

Legenda per eventuali idioti:
(M = Madre di Burrhus     P = Padre di Burrhus)


M : Tesoro, sono incinta!

P : O mio Dio, è fantastico! 

M : Senti, se è femmina avevo pensato di chiamarla Kate.

P : Fantastico! E’ il mio nome preferito!

M : Però ci devo ancora pensare, non sono sicurissima. Se è maschio invece non ho dubbi.

P : Eddai, cazzo, non tenermi sulle spine..dimmi!

M : Se è maschio lo chiameremo di certo Burrhus.

P : ..Burrhus.

M : Si, Burrhus! Che c’è, non ti piace?

P : Ehm.. no, no, è bellissimo, l’unico problema è che non ti ho mai detto che sono gay. Addio.

M : Ma, ma.. aspetta, parliamone! Io ti posso accettare anche se sei gay..

P : Passivo.

M : Ah, ok. Addio, allora.

Probabilmente anche a causa di questo (oltre che del nome stesso, s’intende) il povero Burrhus soffrì in gioventù di una forma depressiva che fece naufragare il suo sogno di diventare scrittore. Divenne comunque molto famoso per la formulazione del principio del "condizionamento operante", che illustrerò brevemente con un esempio classico.

In una gabbia c’è un ratto. Esso si muove casualmente nella gabbia stessa, all’interno della quale c’è una piccola leva che, se premuta, aziona un meccanismo che fa scivolare una piccola pallina di cibo all’interno. All’inizio il ratto aziona casualmente la leva, vede che arriva del cibo e lo mangia. Col passare del tempo capisce che tutte le volte che aziona la leva stessa arriva del cibo. Il ratto comincia quindi a saltellarci sopra allegramente fino a quando non è pieno come un uovo.

(nota: Può capitare che ci sia un ratto che non capisce la faccenda della leva. Ma si sa, gli idioti non esistono solo tra gli umani.)

Ora: mia madre esce a prendere il pane tutte le mattine alle 11.30 e rientra verso le 12.15. Tutte le mattine.

Tutte. Le. Mattine. Non mi pare un concetto complicato. Tuttavia, tutte-le-mattine, puntualmente, tra le 11.30 e le 12.15 il telefono di casa suona. Ed è una sua amica che la cerca. Considerando che mio padre non risponde al telefono di casa (chiamalo idiota) ma ne odia lo squillare, è ovvio che tocchi a me rispondere. Accade quindi questo:

(Q = QuandosiFaBuio     A = AmicaDellaMamma)


A: Pronto, c’è la mamma?

Q: No. E’ uscita.

A: Ah, ok, dille che l’ho chiamata. Ciao.

E fin qui, al di là del fastidio provocato dal dover rispondere sapendo già chi è e cosa risponderò, non sarebbe poi granché. Il problema si pone quando la fantastica amica se ne esce con cose del tipo:


Q: Pronto?

A: Ciao. C’è la mamma?

Q: No. E’ uscita. Torna verso le 12.15.

A: Ma è sempre in giro, tua mamma! Che gironzolona!

Q: Eh, già.. sta proprio vivendo una seconda giovinezza.


La mia mancanza di pazienza e di umorismo mi ha portato quindi ad applicare i princìpi del condizionamento operante all’amica di mia madre, mettendola in condizione di capire che a quell’ora non è mai in casa, ma in maniera progressiva, di modo che gli risulti semplice da acquisire. Un po’ come aiutare un ratto non particolarmente brillante a trovare la leva.


TENTATIVO 1:

(lunedi, ore 11.45)

A: Pronto, c’è la mamma?

Q: No, mi spiace.

A: Ah,ok. Grazie.


TENTATIVO 2:

(martedi, ore 11.45)

A: Pronto, c’è la mamma?

Q: No, mi spiace. E’ uscita a prendere il pane, come tutte le mattine.

A: Ah,ok. Grazie.




TENTATIVO 3:

(mercoledi, ore 11.45)

A: Pronto, c’è la mamma?

Q: No, mi spiace. Non è MAI in casa a quest’ora.

A: Ah,ok. Grazie.

TENTATIVO 4:

(giovedi, ore 11.45)

A: Pronto, c’è la mamma?

Q: No. E’ morta.

A: Eh?

Q: click.

VENERDI, ORE 18.00:

Mamma: Eccoti. Volevo chiederti una cosa. Oggi pomeriggio ha chiamato la mia amica..

QuandoSiFaBuio: E andiamo, cazzoo! Ma chi sono, eh?dimmi..CHI CAZZO SONO?

Mamma: ..dice che ha chiamato stamattina ma c’era il telefono staccato. Verso le 11.45. Ne sai qualcosa?

QuandosiFaBuio: Ehm..no. Sarà stato il ratto.

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