A Judas life: Rotta per casa di Dio (seconda parte)

(Riassunto delle puntate precedenti: Giuda scopre di chiamarsi Lodato Sicario Mazzotti, e al termine di una battuta di pesca in compagnia di Gesù inventa accidentalmente la bestemmia. Una Domenica pomeriggio, durante la classica festa delle medie, conosce in senso biblico Maria Maddalena, che per intercessione di Gesù resta incinta. Poco tempo dopo Giuda, Gesù e la loro classe si ritrovano in partenza per la gita a Praga durante la quale, tra le altre cose, Gesù umilia Giuda a poker.
Al ritorno, Giuda tradisce Gesù e, dopo l'ultima cena alla Bella Napoli, il Nazareno viene catturato dai gendarmi)
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Il sole lentamente scende, i corvi già gracchiano ed aspettano minacciosi di affondare il becco in carne ancora calda. Intorno c'è frastuono, il frastuono delle grandi occasioni, ma a lui pare attutito, quasi ovattato.
Nella testa di Gesù, tutto sembra lontano.
 
–  Dove vi recate con questo incedere spedito, gendarmi?
–  Andiamo a crocifiggere il nazareno.
–  E perché, di grazia?
–  Detenzione e spaccio di stupefacenti, resurrezione di un tale Lazzaro che stava antipatico a tutti, associazione   a delinquere di stampo mafioso, possesso di tessera della P2, trasformazione di acqua in vino senza licenza per la vendita di alcolici, sfrutt…
–  Ok, ok. Direi che ne so abbastanza, ora.
–  E poi ha regalato un megafono a un bambino.
–  Eeh? Perché, che c'è di male?
–  É vietato. Regalare un megafono a un bambino  è come regalare un vibratore a Cicciolina: sai già che ne abuserà.
 
Gesù, croce a spalle, procedeva lentamente verso la cima del monte. Vi si accingeva infausto, così come infausta è la vergine che si accinge a distendersi sull'altare di Vladimir Draculia.
Lo accompagnavano una folla letteralmente impazzita, uno stuolo di gendarmi ed alcuni fan rimasti fedeli.
 
 “Ora”, sbottò Ponzio Schwarzenegger, “dovete prendere una decisione: chi volete libero, Gesù o Barabba?”
Mormorio poco significativo da parte della folla.
“Allora, chi volete libero, Gesù o Barabba?”
Nessuna risposta certa.

–  Bene, gente. Se la mettiamo così, prendete la bilancia, i sassi e chiamate Bruno Sacchi della 3C.
–  Eh?
–  Dai, dai, su che avete capito, quello di “Forum”. La risolviamo con la bilancia. Non ho tempo da perdere, io.
A seguito della schiacciante vittoria di Barabba, controfirmata da Bruno Sacchi (al secolo Fabrizio Bracconeri), Gesù viene crocifisso.
 
–  Dov'è il ferraiolo?
–  Governatore, il… il ferraiolo non c'è.
–  Come non c'è?
–  É a Pietra ligure per il weekend.
–  E come cazzo lo inchiodiamo ora il Nazareno?
–  Potremmo provare a chiedere al ciclista: un po' di ferri li ha…
–  Ma chi, Piero Mazzetta?
–  Si.
–  L'ultima volta che gli ho portato la bici per sistemare i freni mi ha demolito il cambio a mazzettate. Ma se è l'unico disponibile, così sia. Andate a chiamarlo.
 
Fu così che Gesù venne inchiodato dal ciclista.
A sera, la folla se n'era tornata a casa a guardare i quarti di finale di Champions League. Restavano solamente tre croci di legno, con altrettanti corpi appesi, ad aspettare la fine.
Alla sinistra di Gesù stava un tizio di bell'aspetto, dall'accento normanno.
 
–  “Tu che ci fai, qui?”, chiese il nazareno
–  Sono stato punito per la mia lussuria: ero un attore porno. Anche se avevo smesso già da un paio di anni.
–  Mi sono sempre chiesto: ma se quando chiudi la carriera, che ne so, di tennista, si dice che appendi la racchetta al chiodo, cioè, insomma, se fai l'attore hard, cosa… cosa appendi?
–  Beh, mettiamola così: io ho appeso il cazzo al chiodo, ma loro hanno appeso tutto il resto. Mi puoi perdonare, signore?
–  Beh, non lo so, insomma..
–  Ho i biglietti gratis per il Mi-sex.
–  In verità ti dico: tu sarai salvato.
 
Alla sua destra, invece, Gesù aveva un senegalese di due metri buoni, muscolosissimo e con una dentatura che ricordava vagamente una partita persa a Tetris.
Come incastrare un quadrato in un cerchio, diciamo.
A martellate, diciamo.
 
–  E tu che hai fatto?
–  Disinfestazione.
–  Cioè?
–  C'era un tizio che aveva un topo in casa. Ha recuperato un serpente, e il serpente se n'è disfato. Poi però non riusciva più a cacciare il serpente stesso: così ha preso una mangusta, che l'ha fatto fuori. Però non riusciva più ad allontanarla, così ha preso un'aquila. L'aquila si è mangiata la mangusta, ma stava facendo il nido sopra la caldaia di casa. Così ha preso un leone che ha eliminato l'aquila, ma poi ha dovuto prendere un grizzly per cacciarlo. Il grizzly non lo cacciava più nessuno, così hanno chiamato me.
–  A parte che questa roba mi ricorda vagamente “Alla fiera dell'Est” ma, al di là di questo: tu mi staresti dicendo che alla fine della catena alimentare c'è un senegalese di due metri con una dentatura che offenderebbe pure Ronaldinho?
–  Esatto. Solo che il grizzly era specie protetta.
   Ed eccomi qua.
 
Gesù si sentiva confuso. Osservava la vita scivolargli via dai polsi, lentamente, senza poter fare nulla. L'unica cosa che pareva avere un senso, ora, era sentire il Padre.
 
–  Pronto, qui è casa di Dio.
–  Ciao, Jeffrey, sono io.
–  Signore! Come va?
–  Ti offenderesti se ti dicessi che mi hai fatto proprio una domanda del cazzo?
–  In effetti me ne rendo conto.
–  Senti un po', c'è il vecchio? Avrei un'urgenza.
–  Ecco, vedi… il padrone non c'è.
–  Non c'è? Io sto morendo e lui non c'è? E dove sarebbe stavolta, di grazia?
–  Al concerto degli Abba. Con un certo Donato.
–   Click.
 
Tristezza, negli occhi di Gesù. Quando anche il Padre ti volta le spalle, davvero non c'è più nulla da fare. Il dolore, la sete, la paura di morire:  è una maschiera di lacrime e sangue quella che alza gli occhi al cielo urlando: "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai Abba n' Donato?”
Ma all'improvviso, da lontano, una figura umana si avvicina.
Giuda, il traditore.
 
– Ciao, Gesù. Come va?
– Secondo te come va?
– Non so… non mi sembri molto in forma.
– Sei sempre stato uno sveglio, tu.
– Dai, dai… cantiamo una canzoncina! Così ti distrai un po’! Io intono, e voi mi venite dietro. Dai! “Se sei felice tu lo sai batti le mani…”
– Pigli per il culo?
– Q u… qualcosa non va?
– Qualcosa non va? Non vedi che siamo inchiodati, razza di coglione?
–  Ah… ah, già. Certo. Comunque, volevo ringraziarti: con i trenta denari che ho guadagnato tradendoti ho potuto comprare la Wii. E così Mercoledi pareciperò ai quarti di finale mondiali di Guitar Hero, a Manchester. Grazie per l’opportunità.
– Dio ti punirà per questo.
–  Dio? Ah, si, l’ho visto prima al concerto degli Abba. Ti saluta, e anche il suo amico Donato. Brava persona.
  Beh, ora me ne vado. E’ stato un piacere.
 
Fu così che Giuda e Gesù si accomiatarono: il traditore si allontanò fischiettando “The final countdown”, cercando di ricordarsi come diavolo facesse l’assolo in “Guitar Hero” .
All’improvviso, da lontano, quella domanda.
 
– Giuda?
– Si, Gesù?
– Tu ci vieni alla festa di carnevale di appletini.it?
– Non lo so. La mia ragazza è incinta e non sa da cosa vestirsi.
– Dille di vestirsi da dromedario.

Fu la loro ultima conversazione.
Il sole disegna cerchi rosso fuoco mentre Gesù abbandona questa terra: e così se ne va un pezzo di storia, un po’ come quando è morto Kurt Cobain, pochi anni più giovane.
Ma, tre giorni dopo, il miracolo: Giuda vince i campionati mondiali di Guitar Hero con “The final countdown” degli Europe. Secondo classificato Steve Vai, e sul terzo gradino del podio un certo Mazinga Scalvini.
Ah, si, è Gesù risorge.
 
– Pronto, casa Iscariota?
– Si, chi parla?
– Ciao Giusy, sono SimonPietro. C’è Giuda?
– Certo, te lo passo. Caro, è SimonPietro al telefono, vuole te!
– Pronto? Ciao, SimonPietro. Dimmi.
– Giuda, è successa una cosa incredibile! Gesù è risorto!
– Tipo Mike Bongiorno?
– Esattamente! Stessa dinamica. Non lo trovano più!
– Arrivo subito. Andiamo a cercarlo.
 
Poco dopo, Giuda suona il campanello della casa di SimonPietro, che di cognome fa Schumacher.
 
– Ehilà, Giuda! Dove lo cerchiamo, Gesù?
– C’è solo un posto nel quale può trovarsi, ora.
– In chiesa?
– In birreria, da Fausto. Andiamo.
  Meno di mezz’ora più tardi Gesù, Giuda e SimonPietro si trovavano allo stesso tavolo, con una pinta di Guinnes in mano.
  – Che farai ora, Gesù?
– Pensavo di andare un po’ in vacanza, i miei hanno una casa sul lago d’Iseo. Tra pochi giorni dovrei prendere il volo per casa di Dio.
– Buon viaggio, allora. Addio, Gesù.
– Addio, Giuda.
– Ehy, Gesù, che hai fatto ai polsi? Sei diventato un emo?
–  Sono stato crocifisso, idiota d’un SimonPietro.
– Ah, già. Addio, allora.
– Addio.

Non si rividero mai più.
 

SimonPietro divenne il primo caso diagnosticato di ritardo mentale, delirio di onnipotenza e maniacalità. Fu eletto Presidente del Consiglio.
 
  Giuda chiuderà la sua carriera di “Guitar Hero” dopo essersi tranciato mezzo dito mentre era ospite a cena a casa dello chef Tony, quello dei Miracle Blade:  purtroppo per lui, al momento della frutta si trovava perfettamene sulla traiettoria dell’ ananas. Terminati i pochi soldi che aveva messo da parte, ha trovato lavoro presso il supermercato “La Girandola” di Nazareth, all'interno del quale è  tuttora appesa la sua fotografia di quando ha vinto il premio come “impiegato del mese”.
 
Gesù, in esilio volontario sul lago d’Iseo, dovette aspettare diverse settimane per prendere il volo verso casa di Dio, finché non trovò una buona offerta con la Ryanair.
 
Dio, quando Gesù finalmente rincasò, si trovava alla sagra della rana di Castelli Calepio (BG), in compagnia di un certo Donato.

Donato non divenne mai simpatico a Gesù.
 

FINE

(-10 giorni all'appletini night carnival party!)

A Judas life: rotta per casa di Dio (prima parte)

(Riassunto delle puntate precedenti: Giuda scopre di chiamarsi Lodato Sicario Mazzotti, e al termine di una battuta di pesca in compagnia di Gesù inventa accidentalmente la bestemmia. Una Domenica pomeriggio, durante la classica festa delle medie, conosce in senso biblico Maria Maddalena, che per intercessione di Gesù resta incinta. Poco tempo dopo Giuda, Gesù e la loro classe si ritrovano in partenza per la gita a Praga, durante la quale, tra le altre cose, Gesù umilia Giuda a poker)

In quel tempo, Gesù camminava con i suoi discepoli seminando amore, fede e semi di marjuana in tutta la Palestina. Questo però non poteva non essere notato e disprezzato dai potenti a capo di un vero e proprio regime nazionalista, quale era quello palestinese nell'anno 33d.c. Anche questa cosa del contare gli anni a partire dalla nascita di Gesù creava qualche problema: ogni volta che qualcuno chiedeva al Nazareno in che hanno fossero, lui rispondeva “33 dopo me”, e la cosa lo inquietava parecchio, più che altro perché il “dopo me” gli dava un senso come di… come se fosse già morto, insomma.
In realtà mancava ancora qualche giorno.
Il Giovedi mattino i discepoli si presentarono chiedendogli dove volesse celebrare la Pasqua ebraica.
“Non so, io pensavo una cosa tranquilla, tipo alla Bella Napoli”, rispose lui, placidamente.
Così mandò Pietro e Giovanni a prenotare.
Nel frattempo, Giuda era stato contattato dai PR del governatore, tale Ponzio Schwarzenegger, con una proposta molto interessante: tradire Gesù e consegnarlo alla giustizia, in cambio di trenta denari.
“E quanto fanno trenta denari in moneta unica europea?”, chiese lui.

“Mah, siamo sui 400euri”, risposero i due PR.

“Non male: ci sto!”, esclamò l'Iscariota, pregustandosi una seratona a base di pesce e puttanoni.

La sera, come erano usi fare ogni giorno, si ritrovarono, Gesù e tutti i discepoli, da Fausto, uno dei pub più gettonati della zona.

– Pietro, Giovanni, avete prenotato il ristorante?

– Certo Gesù, c'è un tavolo a tuo nome prenotato per domani

– A mio nome? Ma siete rincoglioniti?

– Ma… ma… perchè? Noi pensavamo…

– Mi state veramente dicendo che NON avete prenotato a nome Maradona?

– Beh… no.

– Cazzo ma devo insegnarvi tutto io? Alla Bella Napoli si prenota sempre a nome Maradona! E poi ho gli sbirri alle calcagna per quelle storie con l'erba, vi pare intelligente lasciargli il mio vero nome? Dai, che cazzo.

– Sc… scusa, Gesù, noi non… non ci abbiamo pensato.

-Coglioni.

L'occasione per Giuda era ghiotta: non esitò a contattare via mail i PR di Schwarzenegger per segnalargli dove e a che nome trovare Gesù, l'indomani sera. Contemporaneamente, Fausto spillava della rossa doppio malto per tutti quanti. A Gesù quel barista stava molto simpatico, e non perdeva occasione per riempire di complimenti lui e tutto ciò potesse far parte del suo mondo.

– Ehy, Fausto, non sapevo avessi un cane, che bello! Come si chiama?

– Dio.

Fu il loro ultimo scambio di parole.
Al nazareno quella storia della prenotazione non piaceva per niente: non poteva più disdire perché il ristorante era chiuso, e non poteva nemmeno rinunciare alla cena, perché così stava scritto sul copione.
Decise allora di interpellare il Padre.

– Si, pronto?

– Ciao, Jeffrey. Sono Gesù. Posso parlare con l'Onnipotente, per cortesia?

– Veramente, al momento non è in casa. É stato invitato a un aperitivo a casa di Ronaldinho. Devo lasciar detto qualcosa?

– No, lascia perdere. Mi arrangio. Chissà in che stato tornerà.

– Come vuole, signore. A Domenica, allora! La aspettiamo!

– Che cazzo, Jeffrey! Me lo devi proprio ricordare ogni volta che mi aspettate?

– Mi scusi, signore. Sono stato inopportuno.

– No, non sei stato inopportuno. Sei stato solamente UN GRANDISSIMO CAZZONE!

– Chiedo venia, signore.

– Click.

(Nel caso non l'aveste intuito, in quei giorni Gesù si sentiva un tantino nervoso)

Fu così che si ritrovarono tutti quanti a cena, la sera dopo, alle venti precise, alla Bella Napoli, tutti col vestito della festa e i capelli lavati, ignari (a parte Giuda, ovviamente) di cosa sarebbe successo di lì a poco. Gli apostoli erano gasatissimi: in genere il massimo che si potevano permettere come cena era il McDonald's di Gerusalemme, del quale peraltro si vociferava cucinasse le nutrie che abitavano il letto ormai completamente asciutto del vicino torrente.

– Dai, Gesù!! Dis-cor-so!! Dis-cor-so!!

– Calma, ragazzi, calma. Prima c'è una sorpresa.

– Una sorpresa? Figata!! Che sorpresa?

– Toglietevi scarpe e calzini, orsù.

– Ci hai regalato un pedicure?

– Stai zitto, SimonPietro, idiota che non sei altro. Garçon, chiama Wanda, per cortesia.

– Ci hai preso un puttanone? Una spogliarellista?

– SimonPietro, ti ho detto di stare zitto. Porca. Di. Quella. Troia.

– Ok, ok, capo. Non ti alterare.

Wanda non era affatto una prostituta: era una donna piuttosto avanti con l'età (e nemmeno molto piacente) che, in quel tempo nel quale il genere umano era molto poco avvezzo all'igiene e molto più propenso alla coltivazione di strane forme di vita negli angoli più reconditi del proprio corpo, si dedicava a pulire i piedi delle persone con spugna, paglietta di ferro, dei delicati sali al mughetto e dei raudi: questi ultimi, però, solamente per i casi più impegnativi.
A causa di questo suo curioso lavoro, tutti la chiamavano “la Wanda dei piedi”.
Terminata la lavanda (la lavanda della Wanda), Gesù riprese posto a tavola.

– “Stanotte, uno di voi mi tradirà”, sentenziò.

– “Eehh?”, risposero scioccati gli apostoli.

– Già. Per colpa di uno di voi, stanotte verrò catturato.

– “Ma… ma per colpa… per colpa di chi… di chi… per colpa di chi, chi, chi, chi, chichichirichi?”, chiese SimonPietro.

– LA PIANTI DI FARE IL CAZZONE?

– “I'm a hootchiee cootchiee man,
hootchiee cootchiee man yeaaah!”

– Questo si è completamente rincoglionito.

– “Tieni il tempo
non ho tempo
I WANNA DANCE ALL NIGHT!”

– A proposito di galli, visto che fai tanto lo spiritoso: prima che il gallo canti due volte, tu mi rinnegherai. Quindi cerca di fare poco il figo e, già che ci siamo, vedi anche di andare a fare in culo, funky gallo del cazzo.

Fu la loro ultima conversazione.

Nel frattempo, Giuda si era allontanato accampando scuse poco plausibili, del tipo “c'ho i quarti di finale di un torneo di tennis alla Wii”: ma Gesù, conscio che così era scritto, lo lasciò andare. Così riprese il suo sermone: prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, etc etc. Poi prese il calice del vino e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, i quali lo guardarono con aria stranita e gli chiesero, testualmente:

– E che cazzo ci facciamo con un calice spezzato?

– Si, beh… ok, cazzo, non vi sbagliate mai, voialtri? Berremo a canna! Ma guarda te se devo invitare a cena della gente che mi rompe pure i coglioni! Tanto è San Crispino, non è mica Brunello!

Terminata la cena, Gesù si recò presso il Getsemani, un piccolo centro commerciale appena fuori Gerusalemme. Fu qui che Giuda lo raggiunse, accompagnato dai gendarmi, mentre lui stracciava un povero malcapitato in una partita di bowling.

Lo catturarono.

-fine prima parte-

A Judas life #7

(Riassunto delle puntate precedenti: Giuda scopre di chiamarsi Lodato Sicario Mazzotti, e al termine di una battuta di pesca in compagnia di Gesù inventa accidentalmente la bestemmia. Una Domenica pomeriggio, durante la classica festa delle medie, conosce in senso biblico Maria Maddalena, che per intercessione di Gesù resta incinta. Poco tempo dopo Giuda, Gesù e la loro classe si ritrovano in partenza per la gita a Praga)
 
 
Parcheggio del liceo di Nazareth, 26/03/0016, ore 06:00
 
–  Ma che cazzo, non si poteva viaggiare di notte e arrivare a Praga in mattinata?
–  Non essere volgare, Giuda. Sono certo che i professori hanno organizzato tutto in modo da ottenere il meglio per noi giovani studenti, e che tutto filerà liscio.
–  Minchia come sei ottimista, Gesù.
–  L'ottimismo è il profumo della vita, caro il mio Iscariota, e la vita va vissuta con gioia. 
   A proposito di gioia, hai portato il fumo?
–  Veramente no, mi han detto di prenderlo direttamente in loco.
–  Prof, ci siamo tutti: che si fa, partiamo?
–  Ragazzi, non so come dirvelo. C'è… c'è un problema.
–  Che problema, prof?
–  Ecco, il… il pullman. Non c'è.
–  Non c'è?
–  Non c'è.
–  Che cazzo vuol dire che non c'è?
–  Eh, l'autista era impegnato nei trasporti per una festa privata e pare si sia dovuto trattenere.
–  Ho capito, ma… dov'è ora? Cioè, arriverà prima o poi, no?
–  É che… è che la festa è un tantino fuori mano.
–  Cioè?
–  Arcore. Non so se conosci.
–  Certo che quando ci sono le feste piene di figa noi non lo veniamo mai a sapere in tempo, eh.
Che cazzo.
–  Comunque, ragazzi, mi sa che la gita salta. A meno che non accada un miracolo. Gesù, non è che tu per caso hai qualche idea, eh?
–  Beh, prof, potrebbe provare con questo (estraendo dalla tasca un piccolo sacchetto).
–  Che roba è?
–  Lo lanci, prof.
–  Ma…
–  Lo lanci.
–  Ok, ok.
(l'insegnante lancia il sacchetto e, in men che non si dica, compare un pullman)
–  Ma che diavolo… Gesù! Che cazzo è 'sta roba?
–  É un pullman della Quechua: tu lo lanci, e  lui in due secondi si monta da solo. É un tantino complicato rimetterlo nel sacchetto, poi, ma date le circostanze credo ci si possa permettere di pensarvi in un secondo momento.
–  E dove l'hai preso?
–  Alla Decathlon di Nazareth. 199,90 soldi.
 
Fu così che si partì per la famigerata gita. Tra una birretta (ma anche due, tre, diciotto) e una saltuaria mezz'ora di intrattenimento con signorine compiacenti (ma maggiorenni), la gita scivolava via come sabbia tra le mani, con quella leggerezza che solo da adolescenti si riesce ad avere, quando tutto è scoperta e non temi che giunga domani, persino se sei figlio di Dio.
La mattina del terzo giorno, Gesù si svegliò di soprassalto, convinto di essere in ritardo per la resurrezione. Contattò così il padre che, come spesso accadeva, non era in casa. Rispose Jeffrey, il domestico, riferendo che al momento Dio si trovava alla bocciofila di Pumenengo (BG) per i quarti di finale del torneo interprovinciale a coppie.
Dio era in coppia con QuandoSiFaBuio, di appletini.it, il che era praticamente una garanzia di vittoria. L'unico che poteva rappresentare un qualche tipo di problema era Satana, che però era finito in coppia con Mata, che faceva pure lui parte del team di appletini.it ma era una sega clamorosa a bocce: erano quindi da considerarsi tagliati fuori dalla corsa alla vittoria finale.
Insomma, Dio e QSFB erano assolutamente favoriti.
Fu così Jeffrey a spiegargli che quello era si il terzo giorno di gita, ma che ciò non significava che Gesù dovesse risorgere: quello sarebbe successo più avanti, al momento opportuno, durante “un altro terzo giorno”. Anche perché Gesù era attualmente vivo: va da sé che per  risorgere avrebbe dovuto prima morire. Tipo Mike Bongiorno.
 
–  Cioè, Jeffrey, fammi capire. Mi stai dicendo che morirò?
–  Tutti muoiono, signore.
–  Ma io non sono tutti, cazzo! E come dovrei morire, di grazia?
–  Chiodi. Del dieci, presumibilmente.
–  Certo che potevate dirmela prima, 'sta cosa. E se io non fossi d'accordo?
–  É scritto, signore. Ma quando torna suo padre la faccio chiamare, se lo desidera.
–  Lascia stare. Che cazzo… io manco volevo farlo, il figlio di Dio, Jeffrey.
–  Beh, anche io ero più contento quando facevo il maggiordomo in Willy il principe di Bel Air, signore. Ma non si può sempre avere tutto, nella vita.
–  Beh, insomma, dipende. Lo spartano superbrutto che in “300” si inginocchia davanti a Serse, tutto sommato  non se la passa male.
–  In effetti mi risulta se la passi bene, signore. So che in questi giorni avrebbe partecipato ad una festa ad Arcore.
–  Si, guarda, non me ne parlare. Ciao, Jeffrey, salutami il vecchio.
–  A presto, signore.
–  A presto un cazzo!!
–  Intendevo: spero di sentirla presto, signore.
–  Ah, ecco. Ciao.
 
L'ultimo giorno di gita rischia di lasciarti un sapore talmente amaro in bocca da convincerti di dover fare in quella mezza giornata tutto ciò che non hai fatto fino a quel momento, soltanto per il puro gusto di non doversi pentire, un giorno, di non averlo fatto. Dovremmo vivere tutti come fossimo perennemente in gita, senza preoccuparci di quanti chiodi del dieci un giorno ci uccideranno.
Così, dopo esperienze sessuali multiple, sbronze clamorose, bong, e Gesù che si diverte a sgamare i tizi che per strada fanno il gioco delle tre carte,una sola cosa mancava all'appello, prima di tornare a casa. La partita a poker.
Che è finita così, in un tempo troppo breve per essere considerato reale.

giuda poker


Potete trovare ottime informazioni sulla storia del poker QUI

A Judas life #6: la meta per la gita

Questa puntata di “A Judas life” andrà in onda in forma ridotta: il sottoscritto è in lutto per la fiducia al governo.

(Riassunto delle puntate precedenti: Giuda scopre di chiamarsi Lodato Sicario Mazzotti, e al termine di una battuta di pesca in compagnia di Gesù inventa accidentalmente la bestemmia. Una Domenica pomeriggio, durante la classica festa delle medie, conosce in senso biblico Maria maddalena, che per intercessione di Gesù resta incinta).

Gesù e Giuda si trovano a scuola, in classe.  L'iscariota giochicchia nervosamente con una matita, mentre Gesù sta resuscitando il criceto del laboratorio di chimica.
arriva l'insegnante.

– Bene, ragazzi, le mete papabili per la gita scolastica di quest'anno sono Gerusalemme o Praga. Il consiglio d'istituto ha approvato: ora sta a voi decidere, per alzata di mano. Essendo in numero dispari, la meta che avrà ottenuto il maggior numero di voti sarà quella prescelta.
Ora, chi vota Gerusalemme?

– Io, io, io!!!

– Ok, Giuda vota per Gerusalemme. Chi altro?


Silenzio tombale.


– Ne deduco che tutti gli altri siano favorevoli al recarsi a Praga, giusto?


Boato generale.

– Ok, allora con venti voti favorevoli contro uno, la meta prescelta è
Praga.


(più tardi, in mensa)


– Gesù, ma perché diavolo hai votato per Praga?

– Birra, droga e puttane. Hai bisogno di sapere altro?

– Beh, ma…

– E tu perché hai scelto Gerusalemme, Giuda? Che c'è di bello a Gerusalemme?

– Ma… ma come che c'è di bello? Le crocifissioni, cazzo! E poi mi avevi detto che avresti votato Gerusalemme anche tu!

– Si, è vero ma… all'ultimo momento ho cambiato idea. Non… non sentivo delle good vibrations.

– Delle… che?

– Si, insomma, avevo come un presentimento. Mi sapeva di inculata.

– Ma che ne vuoi sapere tu, del futuro, Gesù. Fai il figo solo perché riesci a trasformare l'acqua in Tavernello.
Guarda che lo sa fare pure Harry potter.

a Judas life #5: la festa delle medie

(Riassunto delle puntate precedenti: Giuda scopre di chiamarsi Lodato Sicario Mazzotti, e al termine di una battuta di pesca in compagnia di Gesù inventa accidentalmente la bestemmia).

 

In quel tempo, anzi, anche in quel tempo, c'era la festa delle medie. Cioè, le scuole medie non erano ancora state inventate, come istituzione, ma già esistevano le feste che i dodici/tredici/quattordicenni organizzavano al pomeriggio per divertirsi e, possibilmente, limonare.
Ovviamente Giuda non sarebbe riuscito a limonarsi nessuno, nemmeno se fosse intervenuto direttamente il padreterno, e nemmeno considerando il fatto che Gesù era amico suo.
Insomma, era bruttino e si diceva che solamente l'inferno avesse un fetore paragonabile a quello del suo alito.
Considerando poi che 'sta cosa dell'alito la sosteneva Gesù stesso, era pure attendibile.
Però la speranza è l'ultima a morire, soprattutto a una festa delle medie. Così, alle
quattordici e zero zero di Domenica pomeriggio, Giuda stava davanti al campanello di casa Malinverno, con una bottiglia di coca-cola in mano.

– Chi è?

-Salve signora, sono Giuda, c'è Giona?

– Certo, Giuda, entra pure! Gli altri sono già qui!

Nel soggiorno di casa Malinverno stavano stipati una trentina di ragazzetti preadolescenti in chiara fase di scompenso ormonale. Alcuni (pochi, per la verità) stavano già timidamente limonando, la maggior parte invece stava intraprendendo il lungo e faticoso rituale che forse (il “forse” è d'obbligo) li avrebbe portati a limonare entro le diciotto e zero zero, ora prevista per la fine della festa. Via quindi agli sguardi rubati, alle aggiustate di capelli, ai balli e tutto il resto del repertorio.
L'unico non interessato a tutto questo
ambaradan di flirtaggi vari era Gesù, che curiosamente passava gran parte del tempo di fianco alla ciotola del succo d'arancia.

Che fai?”, chiese Giuda.

Ora ti mostro come ci si diverte, Iscariota”.

Fu così che trasformò il succo d'arancia in vodka-redbull.

Nel giro di mezz'ora, Maria Maddalena ballava in mutande sul tavolo, SimonPietro sboccava nei vasi di fiori e Giovanni faceva l'imitazione di Andreotti (che all'epoca aveva già circa centosei anni) per far divertire le fanciulle.
Marco invece era misteriosamente sparito: gli ultimi ad averlo visto giuravano di averlo sentito dire “vado a fare un giro nel bosco”.
Era il caso di chiedere lumi a Gesù.

Gesù, Marco è sparito!”, urlò Isaia.

Tornerà, non preoccupatevi.”, rispose serenamente lui, “così come ho fatto ritornare sano e salvo Mata alla festa di carnevale, anche Marco tornerà tra noi”.

E tutti furono tranquilli.

Nel bel mezzo di questo degenero totale, anche Giuda si stava divertendo da matti: aveva messo gli occhi su Maria Maddalena, con la quale in altre occasioni non avrebbe avuto nessuna possibilità, ma che al momento era totalmente preda dei fumi dell'alcol.
Fu così che si fece avanti.

– Ehm… ciao, Maria Maddalena

– Ciao, Giuda, che vuoi?

– Eh, ecco, vedi, io pensavo che siccome stai ballando da molto potresti essere un po' stanca e, cioè, magari ti andrebbe di andare nella stanza dei genitori di Giona e stenderti un po' sul letto per riposare, e io potrei stare lì di fianco con una sedia e raccontarti una fiaba mentre ti addormenti, e poi, che ne so, magari nell'alzarmi potrei scivolare sul letto ed il mio pene potrebbe accidentalmente infilarsi nella tua vagina.

– Uhm… ok.

– OK?

– Si, ok. Ci sto.

– OH, CRISTO!

– Mi hai chiamato?

– Eh? Ah, no, Gesù, scusa, non dicevo a te. Amico mio, sto andando a ciulàre!

– Sesso prematrimoniale, eh? Bene, bene. Divertiti.

 

Così Giuda e Maria Maddalena si incamminarono verso la stanza, mentre il Nazareno non riusciva a smettere di sghignazzare.
Furono i cinque minuti più belli della vita di Giuda.
Terminato l'amplesso e fumata l' obbligatoria sigaretta, l'Iscariota si aggirava con sorriso ebete tra gli altri invitati, che nel frattempo erano intenti a colpirsi con mazze chiodate, perché a quei tempi il gioco della “mossa” non si faceva dando pugni.
Ma era tutto troppo perfetto per uno sfigato come lui: qualcosa stava per succedere.
Poco dopo, infatti, Giona chiamò a rapporto proprio Giuda.

– Che c'è, Giona?

– Ehm, caro Giuda, ci sarebbe un piccolissimo problema.

– Guarda, in questo momento niente potrebbe rovinare la mia pace interiore.

– Maria Maddalena sta partorendo.

– OH,CRISTO!

– Mi hai chiamato, Giuda?

– Eh? Ah, no, Gesù, non dicevo… anzi, no, cioè, si, Maria Maddalena sta partorendo, ne sai niente tu?

– Io? Ah, beh, ehm… diciamo che dovevi essere punito per il tuo peccato. E che ho un compito in classe di miracologia questo Sabato, ho bisogno di esercitarmi.

– Ma cazzo, Gesù… cioè, che poi, come diavolo fa a partorire di già? L'abbiamo appena fatto!

– Non sottovalutarmi, ciccio. Si chiama “eiaculazione precoce retroattiva”. Tu l'hai fatto adesso, ma hai eiaculato nove mesi fa.

– A 'sto punto mi manca solo una maglietta con scritto EPIC FAIL…

– Infatti ce l'ho. Tieni.

In quel mentre, Maria Maddalena imprecava copiosamente in preda alle doglie e tutti gli altri invitati le erano accanto, palesemente ubriachi, cercando di aiutarla in qualche modo, ma nessuno sapeva come comportarsi.

– Che si fa, ragazzi?

-Non so, a me han detto che per le doglie ci vuole il tonno.

– Il tonno?

– Si, che se le fai mangiare un po' di tonno il dolore si attenua.

– Ma sei sicuro?

– No, ma che ci costa provare?

– Giusto. Giona, hai del tonno?

– Uhm… ci guardo.

– Ma che diavolo le sarà saltato in mente di farsi Giuda? Bah.

– Vabbè, era ubriaca.

– Eh, vabbè, però un figlio è per sempre, tipo un diamante.

– E chi l'ha detta 'sta minchiata del diamante?

– De Beers.

– Chi?

– Ragazzi, ragazzi, il tonno non ce l'ho!

– Merda.

– Però ho trovato del Rio mare patè, secondo voi può andare bene lo stesso?

– Boh, è al tonno?

– Si.

– E allora tentiamo, che abbiamo da perdere?

– Ok. Datemi un cucchiaio che le faccio l'aeroplanino.

– Eh?

– Non lo sai? Alle donne che stanno partorendo si deve dare il tonno facendo l'aeroplanino.

– Ok Giona, tieni.

– Ecco, ok, allora, Maria Maddalena, sei pronta? Guaaaarda l'aeroplanino che arriv…

– VAI A FARE IN CULO, TESTA DI CAZZO!

– Senti, Giona, non vorrei importunarti, ma dalle parole di Maria Maddalena evinco che non è tendenzialmente predisposta a far atterrare l'aeroplanino.

– Merda, e ora che si fa?

– AAAHHHHH!!

– Che succede?

– Si sono rotte le acque!

– Merda. Dov'è Gesù? L'ha fatto lui tutto 'sto casino!

– Gesù! Gesù!

-Che c'è?

– A Maria Maddalena si sono rotte le acque!


Silenzio. Agghiacciante silenzio. Poi Gesù parlò.
 

– Vai a chiamare Mosè.

– Eh?

– Vai a chiamare Mosè! Fa il bagnino al bagno Facchetti, a quest'ora sarà in spiaggia. Muoviti!

– Ok. Serve altro?

– Si. Il castoro della pubblicità del dentifricio.

– EH?

– Senti, qui si sono rotte delle acque. Ci servono Mosè e un castoro. SUBITO!

Fu così che Mosè e il castoro arrivarono insieme, poco dopo, a bordo di un vecchio Garelli. Mosè provvide a separare le acque, mentre il castoro costruiva la diga: il nascituro venne così alla luce senza problemi, tra le imprecazioni di Maria Maddalena e l'espressione catatonica del novello padre Giuda.
Prima di tornarsene tutti a casa “col mal di testa regolare tipico del day-aftèr”, per dirla alla Pezzali/Repetto, Giuda si rivolse nuovamente a Gesù.

– E col bambino come facciamo?

– Spiedo.

E spiedo fu.