L’invenzione del balcone

C’è questo libro che uno ti chiede di chi è? e tu rispondi di Gene Gnocchi e questo ti risponde a sua volta ah, be’,allora è una cazzata, cioè, nel senso buono, nel senso che fa ridere e tu rispondi nuovamente be’, sì, però sai quando succedono quelle cose strane del tipo che te ne stai due giorni chiuso in casa a leggere e senti qualcosa di simile alla malinconia e hai voglia di sentire il rumore della pioggia e allora apri un sito che si chiama rainymood.com e lui fa esattamente quello: il rumore della pioggia. Allora te ne stai lì pensando che non è una cosa vera ma nonostante questo è esattamente quello che volevi sentire: poi, ad un certo punto, sei lì che pensi “ok, ora basta”, chiudi la pagina, spegni il computer, giri lo sguardo verso la finestra e sta cominciando a piovere, e allora sorridi. Hai presente? Ecco, ora pensala al contrario: immagina di sorridere in continuazione e poi, ad un certo punto, di sentire all’improvviso qualcosa di simile alla malinconia. L’hai pensato? Ecco, ‘sto libro è più o meno così. Tu te la ridi, ma quando meno te l’aspetti lui ti lascia secco.

 

Gene Gnocchi – L’invenzione del balcone (Bompiani, 2011)

19 AGOSTO (pag.100, 101)

Un mio carissimo amico, Nunzio Lichtesteiner, si è trovato senza lavoro. Aveva una ditta che posavano la granella sul Buondì. Poi la Motta ha deciso di delocalizzare la positura della granella in Polonia e lui ha chiuso la sua ditta individuale lasciandosi a casa. È stato a casa per più di un anno, senza lavorare, seduto alla finestra in canottiera a guardare chi passava per strada confrontando, soppesando, valutando.
Nel viavai ininterrotto qualcuno che passava sempre alla stessa ora ha smesso, altri col cappello l’hanno tolto, tre o quattro sono vistosamente dimagriti, una domenica è anche passato Napolitano in visita, alcuni sono passati con una fidanzata che era passata poco prima con altri fidanzati. Un periodo ha anche avuto degli operai sui ponteggi a un metro di distanza che dipingevano la facciata del palazzo e ha scambiato due chiacchiere sul loro lavoro.
In questo anno così speso a guardare fuori ha imparato che non lavorare non abbruttisce e non stanca, però con un socio, dopo tanto tempo, ha aperto una piccola ditta, non più individuale: si chiama Mondi mappati e costruisce mappamondi su misura. Sono anche mappamondi da arredo come quelli che li apri e ci tieni dentro le bottiglie di liquore o anche mappamondi che si illuminano con la luce dentro il filo e con la spina per la presa.
La novità è che loro li fanno su misura. Se uno per esempio vuole un mappamondo senza il Benelux lo fanno senza il Benelux. Se uno viceversa vuole due o più Benelux riempiono il mappamondo di Benelux anche escludendo altri Stati oppure aggiungendo alcuni Benelux alla geografia esistente. C’è gente che non vuole il lago di Garda, altri non vogliono semplicemente città perché lì ci sono morte persone care. Oggi hanno fatto un mappamondo senza l’Africa, l’Asia e i paesi dell’Est per venire incontro alle esigenze della Lega Nord. È un mappamondo dove c’è solo la Padania bagnata dall’oceano Pacifico a nord e dall’oceano Atlantico a sud, col Po che si getta direttamente nell’oceano Indiano e con Monza capitale.
Dice Nunzio che gli affari vanno bene anche se sono sempre di più quelli che entrano e chiedono un mappamondo senza mari, senza isole, senza deserti, senza montagne, senza pianure, un mappamondo con solo una leggerissima brezza, un po’ di vento, una bava che sparigli appena i capelli, un mappamondo per persone che questo mondo, per ragioni che non vogliono dire e che nemmeno si intuiscono in quelle facce dure e segnate, non lo vogliono più.
“E noi”, dice Nunzio, “siamo costretti a dire che no, che non possiamo farli questi mappamondi, perché il vento, anche leggero, anche provando e riprovando, il vento che ti spariglia appena un po’ i capelli, nessuno, sul mappamondo, è mai riuscito a farlo.”

 

Angolo letterario: “Casi”

“Casi” è una raccolta di scritti di Daniil Charms, scrittore nato a Pietroburgo nel 1905 e morto a Leningrado nel 1942, in un ospedale psichiatrico nel quale venne rinchiuso dopo essere stato arrestato, mentre la città era assediata dai tedeschi. Vicino a certi esiti del Futurismo e del Surrealismo, camuffò la sua radicale visionarietà sotto l’apparentemente innocua immagine di autore per bambini. Le sue performance, legate al gruppo Oberiu, ebbero il potere di irritare molti e la sua fine fu data dalla sua irriducibile volontà di inserire allusioni alla realtà del presemte, quando le persone scomparivano da un momento all’altro.

Come sempre, non recensiamo ma riportiamo semplicemente dei piccoli estratti.

SINFONIA N.2

Anton Michajlovicsputò, disse “eh”, di nuovo sputò, di nuovo disse “eh”, di nuovo sputò, di nuovo disse “eh” e se ne andò. E pazienza. racconterò piuttosto di Il’ja Pavlovic.

Il’ja Pavlovic nacque nel 1893 a Costantinopoli. Era ancora piccolo quando lo portarono a Pietroburgo, dove terminò la scuola tedesca, in via Kirocnaya. Poi lavorò in qualche negozio, poi fece ancora qualcosa e all’inizio della rivoluzione emigrò all’estero. E Dio sia con lui. Racconterò piuttosto di Anna Ignat’evna.

Ma raccontare di Anna lgnat’evna non è così facile. Primo, di lei non so niente, secondo, sono caduto adesso dalla seggiola e ho dimenticato quello che stavo per raccontare. Meglio che racconti di me.

Sono alto, non stupido, vesto con eleganza e con gusto, non bevo, non vado alle corse, ma ho propensione per le signore. E le signore non mi evitano. Aggrada loro, persino, passeggiare con me.

Serafima lzmajlovna mi invitava da lei ripetutamente e anche Zinaida Jakovlevna diceva che era sempre felice di vedermi. Ma con Marina Petrovna mi successe un caso di vertente, e anche questo voglio raccontare.

Un caso del tutto ordinario, comunque divertente, giacché Marina Petrovna a causa mia divenne completamente calva, come il palmo di una mano. Successe così: una volta arrivai da Marina Petrovna e lei trac! divenne calva. Ecco tutto.

(1941)

INCONTRO

Una volta un uomo andò in un ufficio, e per via incontrò un altro uomo che,comprato un filone di pane polacco, tornava a casa sua. E questo, in sostanza, è tutto.

LA CARRIERA DI IVAN JACOVLEVIC ANTONOV

Questo fatto è accaduto ancora prima della rivoluzione. Una mercantessa sbadigliò, e in bocca le volò un cuculo. Il mercante accorse al grido della consorte e, resosi conto in un attimo di cosa si trattava, agì nella maniera più astuta. Da allora divenne famoso tra l’intera popolazione della città e fu eletto al Senato. Ma una sera, quando aveva già prestato servizio per tre o quattro anni al Senato, lo sventurato mercante sbadigliò e in bocca gli volò un cuculo. al grido del marito la mercantessa accorse e agì nella maniera più astuta. La fama della sua ingegnosità si sparse per tutto il governatorato, e la mercantessa fu portata alla capitale e mostrata al metropolita. Ascoltando il lungo racconto della mercantessa il metropolita sbadigliò, e in bocca gli volò un cuculo. All’alto grido del metropolita, Ivan Jakovlevic Grigor’ev accorse e agì nella maniera più astuta. Per quasto Ivan Jakovlevic Gregor’ev fu ribattezzato Ivan Jakovlevic Antonov e fu presentato allo zar. E così è chiaro in che modo Ivan Jakovlevic fece carriera.

8 Gennaio 1935

 

Angolo letterario: “Scritti scelti male”

Per il nostro angolo letterario, che finora ha presentato solamente libri inventati dal sottoscritto (i memorabili “1001 modi di sopprimere Laura Pausini” e l’altrettanto apprezzato “è facile smettere di fumare se muori“) si apre oggi un nuovo ciclo: non ci limiteremo ad inventare boiate e recensirle, ma vi proporremo testi – esistenti, una volta tanto – che vale la pena leggere, perché perfettamente in linea con lo stile appletini (ma fatti meglio di quanto non potremmo fare noi, ovviamente). Il libro che presentiamo oggi è “Scritti scelti male” (Bompiani, 2008), di Rocco Tanica, il tizio che suona la pianola negli Elio e le storie tese. Non faremo recensioni, o meglio: recensiremo nel miglior modo possibile, cioè dandovi un piccolo assaggio di ciò che troverete al suo interno (all’interno del libro, s’intende, non all’interno di Rocco Tanica).

                             Immagine in copertina: Piero Costa 2005.                                          La fucina di Vulcano visitata dalla finanza. Olio su tela 80X65

 

La posta dei vip

A Carlo Rubbia (Premio nobel per la fisica)                                                                                                                da un gruppo di punkabbestia, Milano

Caro dottor Rubbia, siamo un gruppo di punkabbestia e le scriviamo dal marciapiede davanti all’Oviesse dove ci troviamo con alcuni cani. Seguimmo con interesse l’evoluzione della sua teoria sulla fisica delle particelle elementari. Fummo da subito entusiasti della sua proposta di convertire il superprotosincrotrone del CERN in un anello di collisione per protoni e antiprotoni; l’osservazione di eventi in cui si producono i bosoni intermedi W e Z0 diversamente non sarebbe stata possibile. Pure l’International Center Of Theoretical Physics di Trieste che lei dirige è parecchio forte. Ma veniamo alla nostra domanda: ha della moneta?

Risponde Carlo Rubbia:

Credo che anche lo studio dei neutrini cosmici, l’analisi della stabilità del protone, il progetto di una fusione nucleare controllata siano una felice conseguenza di quell’esperienza. Vicino a dove abitvoo io anni fa c’era un’Oviesse, poi ha cambiato, è diventata un’altra cosa, non ricordo cosa, forse un Coin (il dubitativo è d’obbligo). No, mi spiace, sono uscito senza portamonete.

A Krishna (divinità)                                                                                                           da Domenico Lepore, 40 anni, Reggio Emilia:

Gentile dottor Krishna, sono un invalido civile e le faccio innanzitutto tanti complimenti per la Sua attività divina. Secondariamente: non trova ambigui certi comportamenti di Valeria Marini? Prima stette con Cecchi Gori, poi lo lasciava, poi lo ha ripreso, poi lo rilascia, poi dice che sono restati amici. Credo che lui abbia molto sofferto per questa situazione. cosa ne pensa?

Risponde Krishna:

Sì, è vero, Valeria è un po’ tira-e-molla, ma cosa vuoi fare, ammazzarla? Ciao, e scrivimi ancora.

 

A Sbirulino (personaggio di Sandra Mondaini)                                                                                                       da Confusa ’96, arma di Taggia (IM)

Caro Sbirulino, giochi con me a morra cinese? Aiutami, sono disperata.  PS: io ho buttato forbici.

Risponde Sbirulino: Io sasso. ho vinto.

 

A Paolo Crepet (psichiatra)

Da Gianna Bulgarelli, 41 anni, Merano (BZ):

Gentile dottor Crepet, ho un figlio sedicenne che mi dà continui problemi. Frequenta compagnie discutibili e sono quasi certa che si droghi. Assilla me e mio marito con richieste di denaro, e quando non ottiene ciò che vuole passa alle minacce e alle mani addosso. Ieri ci ha colpiti nel sonno con un martello, uccidendoci. In questo momento è seduto in stato confusionale davanti al televisore acceso su un canale non sintonizzato (sa, il cosiddetto “effetto neve”, detto anche “sassolini”). Sono un po’ preoccupata perché ha sul volto l’espressione del soldato Facciadilardo in Full Metal Jacket quando è seduto sul gabinetto col fucile e dice: “Io sono già nella m***a”.”

Risponde Paolo Crepet:

Lo ignori. Alla lunga perderà interesse a provocarvi.

La Poesia Neo Di-Di

La poesia neo di-di esprime tutta la forza e l’inve(n)(t)tiva delle nuove opere post digitali. Per la creazione sono state utilizzate due tastiere da computer collegate simultaneamente ad un unico elaboratore. I due autori hanno digitato contemporaneamente caratteri casuali sullo schermo ed i risultanti grafemi sono stati trasformati in termini di senso compiuto scegliendo tra le alternative proposte dal correttore ortografico del programma di videoscrittura. Le note e la parafrasi sono state estrapolate semanticamente in seguito al completamento del corpus poetico.

Autore: Albibabà e i quaranta cannoni

Titolo: Neurosecreto Magico Parafrasi
Neurosecreto1 magico
che sarà tu riunir
notte centrifugar, tramestar
incusse2 stralla, sian, alamaro Bigi3
interagiscono ca coorte4,
cenotafi sì vedrei senz’ombra
nemmeno di uno sciacallo…
cazzo, ho detto!5
Ius dey6 lacunosa frigio
rifusero dio sinusoidali
esacordo metallare
saltellar7 albedine,
oh Zoroastro8
paleoantropologo
giugolo braciaiuolo9
sbuca lì Toponce10
pierrot fanciulletto11
mendicai ammoscir
astuta elettropompa
ne ad isso umidifichi12…dio boiacca13.
Segreto immondo della mente
cosa sarà del tuo ricordare
nella notte il rotare, mendicare
degli astri indubbi, siano, tediati dal calamaro
Luigi

s’affannano con la corte
vedrei così gli altari privi
di ogni sorta di uccello…
Orsù, ho proferito!
Giustizia divina fregiata di oblio
fuggirono il dio obliquamente
con tintinnio medievale
durante gli intermittenti bagliori del mattino
oh Zoroastro
studioso di antichi costumi
bracciante sottomesso
alla stregua di Toponce
piccolo francese
ho mendicato la caduta
con artifizio d’ingegno elettronico
e nemmeno ho contemplato la purificazione… Oh mio Signore!

1 Neurosecreto: hapax.
2Tramestar incusse: sgambettamento artificioso che conferisce retoricità tramite l’enjambement.
3Alamaro Bigi: costellazione, ormai estinta, visibile nell’emisfero australe durante il periodo di afelio, quando lo zenith suole intrecciare il nadir provocando un giuoco di luci boreali. Il nome deriva dallo scopritore Luis (Bis, da cui il vezzeggiativo Bigi) Berançe, astronomo francese del XVIII sec.
4Ca coorte: tipica espressione tiburtina al tempo di Odoacre.
5Cazzo ho detto!: l’autore prende coscienza del potere demiurgico della parola.
6Ius dey: latinismo tardo medievale, da ius,iuris (giustizia), e dey, genitivo americanizzato, dio.
7Metallare saltellar: ossimoro (cfr. “sole nero”). E’ noto ai più infatti che il mettallaro non “saltella” bensì “martella”.
8Oh Zoroastro: l’autore riprende quivi i Sepolcri di U. Foscolo (“Oh Pindemonte”…). Zoroastro (pārsi  ﺖﺸﺗﺭﺯ, Zartosht), profeta persiano, figlio del sacerdote Porushaspa, figura significativa per il filosofo tedesco Nietzsche, talvolta mal interpretato a causa del revisionismo postumo della sorella.
9Giugolo braciaiuolo: personaggio della commedia dell’arte, lavoratore modesto di provenienza agreste (giugolo, da giuogo, mod. gioco) che, insieme allo Zanni, costituiva l’intreccio comico del canovaccio. Secondo un’interpretazione tardo marxista la figura del giugolo braciaiuolo rappresenta la lotta di classe ante litteram.
10Toponce: re di Babiloña, detto anche Nabuccodoñosor.
11Pierrot fanciulletto: riferimento alla farsa carnascialesca pascoliana.
12Ad isso umidifichi: citazione del celebre salmo 51, detto anche Miserere (“Purificami con issopo e sarò mondo, lavami e sarò più bianco della neve”).
13Dio Boiacca: tipica espressione dell’Est che deriva dal Boiaccau, vento caldo caucasico che nel periodo estivo investe con regolarità l’Isola Sarda.

Angolo letterario: “Re-bibbia: Gesù ci scrive dal carcere”

Il tomo del quale trattiamo oggi è stato scritto da tale Jacob Busnelli negli anni '70: l'autore indica come fonti alcuni antichi (e rarissimi) testi ritrovati in non meglio specificate biblioteche, archivi sacri, magazzini abbandonati, nei negozi di articoli sportivi e nei peggiori bar di Caracas.
Il libro dal quale ha tratto più informazioni l'ha scovato un giorno di fine estate mentre, completamente sudato, cercava funghi: ha trovato dei finferli e, sotto questi ultimi, giaceva inerte l'antichissimo testo.
Il titolo è: "re-bibbia: Gesù ci scrive dal carcere" e, come si evince dal titolo, narra di una storia tutta nuova: Gesù sarebbe stato arrestato in giovane età, dopo essere stato colto in flagrante con un carico di figurine dei pokemon in auto. É stato rinchiuso nel famoso carcere capitolino di Rebibbia.
Le figurine erano da poco scomparse da un famoso negozio del centro.
Il testo non è nient'altro che una raccolta di lettere indirizzate a tale Maria Maddalena: tali missive le sarebbero state recapitate da Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, che in quel tempo facevano gli animatori su navi da crociera e dunque viaggiavano molto. Avevano conosciuto Gesù durante le nozze di Cana: nel vedere che sapeva trasformare l'acqua in vino, i due hanno pensato bene di farselo amico.
Il materiale, sebbene di dubbia provenienza, è certamente interessante ed originale: ciò che invece non è particolarmente originale (e sono in vena di eufemismi) è la prefazione di Silvio Berlusconi che verte sul come la magistratura comunista stia complottando contro di lui.
Voto: 7/10

Ecco alcuni passi tratti dal libro:

Cara Maria Maddalena,
la mia richiesta di avere un bagnoschiuma in sostituzione della classica saponetta è stata nuovamente respinta: qualcuno complotta contro di me. Ho motivo di credere si tratti di Erode, l'ex Re: da quando è stato usurpato del trono da quel Massimo Decimo Meridio e si è ritrovato a fare il secondino, pare sempre incazzato.
Le figurine che avevo nascosto sotto la tunica non me le hanno trovate, così riesco ad operare alcuni scambi: ieri sera ho barattato un Pikachu con due pagnotte. Le ho fatte diventare una cinquantina di toast al cotto e con un paio di brocche d'acqua ci ho fatto il pirlo: seratona, anche perché sono riuscito a chiamare i Sepultura a suonare qui da noi.
Domani è giorno di visite e, anche se questa lettera ti arriverà tra molti giorni, ti comunico che spero tantissimo di vederti, in sala d'aspetto: finora l'unico che è venuto a trovarmi è stato Giuda, che però non fa altro che pigliarmi per il culo perché mi trovo in prigione
Appena esco di qui ti vengo a prendere e ti porto al mare, giuro.
Lo trasformo in un oceano di negroni.
Con affetto,
                         Gesù