God of the week: mi daresti una mano?

L’amico è il nostro God of the week!!

Cobra lo morde ai testicoli Amico non succhia il veleno

Jackson Scott attaccato da un serpente in Tasmania. Il suo amico rifiuta di aiutarlo e lo porta in ospedale: si salva per miracolo

Cobra lo morde ai testicoli Amico non succhia il veleno

Incredibile vicenda quella di Jackson Scott, un turista scozzese che nel bel mezzo di un viaggio in Tasmania è stato morso ai testicoli da un cobra dal veleno mortale. Scott è stato attaccato dopo che si era fermato a fare pipì. L’uomo, dolorante e colto dal terrore, ha chiesto all’amico che era con lui di succhiargli via il veleno, ma il suo socio ha rifiutato e ha deciso di portarlo all’ospedale più vicino. Il viaggio di 40 minuti, racconta il tabloid The Sun, poteva costargli la vita, ma fortunatamente l’uomo è riuscito a salvarsi. “Ero uscito alle 4 da un pub – ha raccontato l’uomo al tabloid – e avevo sentito la necessità di svuotarmi. Per fortuna i medici e le infermiere hanno trattato con discrezione e delicatezza il mio caso”.

                 (fonte: liberoquotidiano.it)

God of the week: l’indiano bello (col chiodo nel cervello)

C’è qualcosa di meglio che cominciare la settimana con un fantastico God of the week?

Si spara nel cervello con una sparachiodi, non se ne accorge fino al giorno dopo

Dante Autullo è un uomo decisamente molto fortunato. L’uomo stava lavorando nella sua officina di Chicago quando una sparachiodi gli è sfuggita di mano ed è caduta. L’uomo non si è minimamente accorto che era partito un chiodo, ed ha continuato a lavorare normalmente.

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Solo il giorno dopo, quando ha iniziato ad avere sintomi di nausea si è recato al pronto soccorso, dove i medici dopo una visita hanno deciso di fargli una radiografia del cranio. Si aspettavano però al massimo di vedere dei vasi sanguigni ostruiti, e non certo un chiodo da quasi dieci centimetri piantato nel bel mezzo del cervello dell’uomo.

L’uomo è stato sottoposto ad una operazione urgente per rimuovere il chiodo, ed ora sta già recuperando e dovrebbe essere dimesso a breve.

I medici hanno poi spiegato che, oltre alla circostanza fortunata di avere trapassato solo aree secondarie del cervello, questo è stato possibile perché il cervello non ha ricettori del dolore, e quindi Autullo non ha sentito nulla.

(fonte: notizie.delmondo.info)

God of the week: sobri si nasce, ubriachi si diventa

Quando appletini sarà al governo questa sarà la normalità, e nessuno ci farà più caso. Saremo tutti nella merda (ma del resto lo siamo già, no?), però almeno ci faremo quattro risate, durante l’approvazione dell’emendamento sulla birra gratuita per tutti. God of the week!!

Belgio, lo show del ministro ubriaco in aula

Scandalo ed imbarazzo nel parlamento belga. Durante una seduta in aula il ministro Michael Dardin si è presentato in aula visibilmente ubriaco. L’episodio ricorda quello analogo del ministro giapponese delle finanze Shoichi Nakagawa al G7 di Roma, poi costretto dal governo nipponico alle dimissioni.

 

(fonte: Il messaggero)

God of the week: the show must go on

“The show must go on”, cantava Freddie Mercury nel 1991. Perché la musica dal vivo, quella dei grandi gruppi, è uno spettacolo, uno show, un grosso carrozzone nel quale (come in ogni grande spettacolo che si rispetti) tutto deve procede secondo quanto prestabilito. E se qualcosa, per caso, non dovesse funzionare come previsto, è indispensabile continuare come se nulla fosse.

(Mi è venuta in mente una cosa. Sapete cosa mi fa incazzare? le tribute band. Cioè, non in generale: mi riferisco a quelle che si vestono come la band originale, fanno le mossette come la band originale, e nel dubbio si tromberebbero le mogli della band originale. Voglio dire: che una band faccia un tributo, che ne so, ai Queen, ci può stare. Che si concino come Freddie Mercury in alcune occasioni, un po’ meno; che però ci vogliano far credere che il cantante si chiama Ferdinando Mercurio mi pare un tantino esagerato. Cioè, magari ha origini tunisine e si chiama Taoufik Saadhi Bin Laden El Alamein Hussein. E allora ditelo, cazzo. Magari trovate un diminutivo, però ditelo: non pigliateci per i fondelli, orsù).

Comunque the show must go on, si diceva, e questo ragazzino cerca di mettere in pratica il motto (sebbene con estrema fatica). God of the week!

 

 

God of the week: l’importante è partecipare?

Ecco finalmente il giorno della settimana che tutti aspettavate! No, non intendo il Venerdì: quello è domani. Intendo il giorno dedicato al nostro God of the week!

“Ma come fate a trovare ogni settimana un idiota (un vero idiota) da insignire dell’ambito premio?” vi chiederete voi. Non ve lo state chiedendo? Beh, io ve lo spiego comunque. Mio padre tempo fa si recò in Friuli per una fiera: in tale occasione acquistò un topolino. Portatolo a casa il gatto tentò subito di mangiarlo ma, resosi conto che codesto piccolo ratto presentava una forma di Parkinson, decise di desistere (il Parkinson non si trasmette mangiando chi ne è affetto ma i gatti, si sa, non sono particolarmente ferrati in medicina). Poi venne il cane, che morse il gatto, che non si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò. Il resto è storia: il bastone, il fuoco, l’acqua, ecc ecc ma (e questo è importante) non il topo, che è rimasto nella sua stanzetta a svernare in compagnia del suo formaggio, della sua acqua e del suo Parkinson. Ora: cosa se ne fa una persona, nella vita, di un topo col Parkinson? Ovvio: lo collega all’USB e lo utilizza per cercare cazzate in rete a tempo record.

Questa è l’accattivante storia di ciò che si cela dietro l’organizzazione della nostra rubrica “God of the week”: ci teniamo a precisare che il piccolo ratto è anche munito di regolare diritto di voto per quanto riguarda la scelta dell’idiota da premiare.

Oggi il protagonista è ancora lo sport: ciclismo, nella fattispecie (sì, forse parlare di ciclismo in questo caso è un tantino esagerato).

Ma poi: il god of the week è il tizio che spinge o quello che picchia? Perché io mica l’ho deciso.