God(s) of the week

Noi di appletini non abbiamo mai disdegnato l’alcol, e questo lo sapete.
Ciò non toglie che, allo stesso tempo, siamo fortemente contro il mettersi alla guida palesemente ubriachi. E siccome un litro di birra costa molto meno che un litro di benzina, evitate semplicemente di guidare, nella vita: bevete e basta. La birra non inquina.
Se poi un giorno doveste decidere di partecipare ad una gara di nuoto nella quale bisogna precedentemente scolarsi un’intera bottiglia di vodka, be’, quelli sono cazzi vostri: noi non interverremo. Ma vi stimeremo da lontano.
God(s) of the week!

Ah, non vi pare maledettamente strano che costoro non siano giapponesi?

God of the week: music is the vibe, so open up your eyes

…che poi ti imbatti in qualcosa di eccezionale, oppure in qualcuno che non è eufemistico definire genio e finisci per chiederti tante cose, tra cui “come diavolo fa?” oppure “è esattamente qullo che sento io, ma lui lo sa dire meglio di me”, o ancora “qual è il tempo di cottura dei fagiolini?”

Signore e signori, il nostro God of the week.

Zio Giby, il poeta precario multimediale

Zio Giby è un personaggio geniale, meritevole di ogni considerazione. Si è guadagnato un posto di tutto rispetto qui su MusicaTrash, il suo talento e il suo carisma non potevano restare inosservate, e grazie ad una segnalazione le sue opere sono arrivate ai nostri occhi e alle nostre orecchie. Zio Giby è un geniale artista della prosa e della poesia, e non solo, scoprirete che sono davvero tante le frecce nel suo arco, la sua creatività espressiva è talmente vasta al punto di aver creato addirittura un competitor di Wikipedia chiamato (guarda caso) Gibypedia, ok competitor è una parola grossa è solo una pagina, ma è quanto basta per far capire che a quest’uomo le idee non mancano. Nell’autobiografia presente nel suo sito ci racconta di essere una vittima del precariato, che ha deciso di far conoscere al mondo le sue opere attraverso YouTube. Sempre nella sua biografia ci rivela il segreto del suo soprannome, “zio” gli è stato donato come titolo onorifico per la sua bonarietà e per il suo carattere tranquillo, “Giby” invece è un soprannome che ha ricevuto dai suoi colleghi frequentatori degli stessi raffinati caffè letterari (probabilmente si riferisce a qualche baretto del suo paese, ma non entriamo troppo nei dettagli). Insomma, Zio Giby non può e non deve restare nell’anonimato, diffondete le sue sagge parole in tutto il mondo, solo così diventerà un posto migliore.

(fonte: musicatrash.it)

God of the week

Cecilia Gimenez, un’anziana signora di 81 anni residente a Borja, un piccolo comune spagnolo di 5000 abitanti della provincia di Zaragoza, ha deciso – sua sponte e senza alcuna autorizzazione ufficiale – di restaurare un logorato affresco presente nella chiesa locale “Santurario de la Misericordia”.

L’opera, intitolata Ecce Homo, fu originariamente dipinta dall’artista Elías García Martínez agli inizi del secolo XX.

Nonostante la buona fede (e l’ingenuità) della signora Cecilia, che “voleva soltanto abbellire un affresco ormai rovinato”, la restaurazione ha provocato un’ondata di scalpore e dissensi. L’assessore alla cultura del comune di Borja assicura di aver già contattato un team di restauratori esperti per cercare di rimediare alla sfortunata vicenda dell’opera che è stata ormai ribattezzata da molti “Ecce Mono” (ecco la scimmia).

Intanto però la notizia ha fatto il giro del mondo.

Su Facebook è stato aperto il Club dei Fan di Cecilia, che al momento conta più di 80.000 iscritti. E c’è anche chi ha lanciato una raccolta di firme (raccogliendone oltre 20.000) perché l’opera in questione rimanga così com’è ora, il lavoro di un’artista spontanea, un atto di amore, che riflette la situazione politica e sociale dei nostri tempi. Una combinazione intelligente dell’espressionismo primitivo di Francisco de Goya, con figure come Ensor, Munch, Modigliani o il gruppo Die Brücke, appartente alla corrente artistica dell’espressionismo tedesco.

L’affresco “Ecce Homo” della chiesa di Borja, in Spagna, prima e dopo la restaurazione ad opera della signora Cecilia

Appletini non può che appoggiare la purezza e la spontaneità dell’arte, in tutte le sue fòrme e colorazióni, pertanto tutto il nostro supporto va a doña Cecilia!

GOD OF THE WEEK

God of the week

Jonah Falcon, l’uomo col pene più grande del mondo fermato alla TSA

Il 41enne è stato contattato da diverse aziende porno per realizzare dei film, ma ha sempre rifiutato pur partecipando a vari talkshow USA.

Jonah Falcon è stato fermato e perquisito dagli agenti della TSA (Zona Temporaneamente Riservata) presso l’aeroporto internazionale di San Francisco il 9 luglio scorso a causa di un rigonfiamento sospetto nei suoi pantaloni. Ma il 41enne di New York non era colpevole di trasportare una bomba, dei farmaci o il tubetto del dentifricio. Ha semplicemente il pene più grande del mondo. In un’intervista esclusiva al The Huffington Post, Falcon ha descritto i difficili momenti con le guardie di sicurezza dopo che il suo bagaglio a mano è diventato sospetto.

Il pene di Falcon ha una lunghezza di 22,8 centimetri in stato flaccido, mentre raggiunge i 34 centimetri in erezione. L’uomo ha raccontato che una delle guardie gli ha chiesto se le sue tasche fossero vuote e lui ha risposto di sì. “Un’altra guardia mi fermò e mi chiese se avevo avuto una sorta di crescita” ha raccontato Jonah, ridendo. In realtà è così. Dall’età di 18 anni, sapeva di avere qualcosa di speciale, quando la sua virilità raggiungeva la lunghezza di 30 centimetri. Il suo gioiello di famiglia è stato salutato come il più grande del mondo dopo che un documentario HBO lo ha presentato come tale nel 1999. Il Guinness dei primati non registra però tali prodezze.
Jonah Falcon è stato contattato da diverse aziende porno (anche se non ha mai accettato di realizzare film) ed è apparso in  quasi tutti i talkshow del Paese. Passando attraverso la sicurezza aeroportuale, il 41enne ha detto che una guardia di sicurezza più giovane si sentiva inquietata dal suo pacchetto “molto evidente”, interpretato quasi come una sorta di minaccia biologica. Ha poi raccontato divertito di quando gli hanno anche messo addosso della polvere sui pantaloni, probabilmente per rilevare la presenza di esplosivi. Ma nulla da fare, il rigonfiamento era semplicemente il suo pene. Falcon è poi riuscito a ritornare a New York in tempo. Insomma tutto è bene quel che finisce bene. Sebbene venga spontaneo chiedersi: come reagiranno le donne dinanzi a cotanta abbondanza?