Considerazioni mediatiche

La vita è piena zeppa di angustie, questo si sa. Di momenti difficili, di periodi di crisi. Appena ti distrai un attimo, lei ti frega. Tipo quella volta, l’unica volta in cui ti sei seduto sulla tazza del cesso senza controllare prima se la carta igienica fosse finita. Ecco, dopo quella volta il tuo proposito diventa controllare sempre e comunque che la carta igienica ci sia, e lo fai, lo fai sempre, diciamo per altri cinque anni. Tutte le volte. E c’è sempre. Poi un bel giorno, dopo la bellezza di cinque anni, ti siedi fischiettando e pensando a quella gran gnocca della mamma del tuo amico, senza controllare la presenza dell’indispensabile multistrato velato. E, puoi giurarci, quella volta la carta igienica non ci sarà. E non solo non ci sarà a portata di mano, non ci sarà nemmeno nell’apposito ripostiglio, e quel giorno in tutta la tua via l’acqua sarà chiusa causa lavori e ti chiamerà il tuo capo per un lavoro urgente in un posto tipo, che ne so, Honolulu.
La vita ti frega, come quando, dopo settecentoquarantadue tentativi falliti riesci a farti dare il numero di telefono dalla ragazza che ti piace  tanto, la sera provi a chiamarla, ti risponde ma scopri che non è lei perchè in realtà non ti ha dato il suo numero ma quello di un transessuale boliviano, che ha trovato scritto sul muro della toilette dell’autogrill, e quando l’ha visto ha pensato subito a te.
Insomma, la vita è cattiva (ma non l’ho inventata io, direbbero i Tre allegri Ragazzi Morti), e poi diciamocela tutta, anche senza entrare in considerazioni troppo politiche, vivere in Italia è parecchio difficile, lo è adesso e lo era pure prima. Poi mò che c’è gente che è rimasta senza casa, c’è "la crisi", il grande fratello, Marco Carta, Enrico Papi, e non fanno più Holly e Benji, è clamorosamente difficile. E ti ritrovi a pensare  che in questo squallido paese non funziona proprio niente.
Ma la vita, a volte, ed inaspettatamente, ti smentisce, e proprio da uno dei suoi più squallidi meandri innesca un circolo virtuoso che ti regala piccole, grandi soddisfazioni.
Come in questo caso.

Arriva il flop di «Bellissima»
Chiude il cabaret del Bagaglino

Minimo storico (11,4% di share) per lo show di Canale 5 costretto a una fine anticipata

ROMA — Flop, si chiude. Non basta un harem per ave­re successo, non sono bastate 8 primedonne al Bagaglino, capitanate dalle veterane-riva­li Valeria Marini e Pamela Pra­ti, per raccogliere i cocci. Bel­lissima, il cabaret del Bagagli­no su Canale 5, chiude antici­patamente. Si ferma alla terza delle quattro puntate previ­ste. Sabato il programma di Pierfrancesco Pingitore ha toccato il minimo storico di ascolti.


…e allora scopri che, in fondo in fondo, a modo suo, qualcosa in Italia funziona.

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