Dammi tre parole: criptoportico, spigolosità, menade

(La nostra rubrica “dammi tre parole” funziona così: voi mi suggerite – sulla pagina appletini di facebook – tre “parole chiave” da utilizzare, e io ci scrivo il post; fermo restando che scrivere una storia è un po’ come tessere una tela, e io non sono un ragno)

Le parole chiave di oggi, gentilmente suggerite da Daniela: criptoportico, spigolosità, menade.

 

Mi pare d’uopo, prima di cominciare, andare ad illustrare il significato di due di questi termini, visto che la nostra affezionata lettrice si è voluta rendere simpatica provando a mettermi in difficoltà (se volevi davvero mettermi in difficoltà avresti dovuto rubare la mia scorta di birra casalinga: mi avresti davvero fottuto).
Criptoportico: Nell’architettura dell’antica Roma, un criptoportico (dal greco criptos (nascosto) e dal latino porticus) è un corridoio o una via di passaggio coperta. Il criptoportico può essere al livello del terreno, ma di solito è seminterrato, e supportava una struttura come un foro o una villa romana.
Menade: Le Menadi, dette anche Baccanti, Tiadi o Mimallonidi, erano donne in preda alla frenesia estatica e invasate da Dioniso, il dio della forza vitale.
Ed ora, passiamo all’elaborazione.

 

A Judas life: i diari segreti di Giuda

(Chi si fosse perso la nostra saga “A Judas life” può rimediare andandosela a leggere QUI)

Pochi sanno che Giuda, dopo aver chiuso la sua carriera da professionista di Guitar Hero ed aver lavorato all’ipermercato “La Girandola” di Nazareth, decise di iscriversi all’Università degli Studi di Cana, per la precisione alla facoltà di Architettura. In fondo, era sempre stato il suo sogno progettare e costruire palazzi, ponti, strade e soprattutto chiloom in pietra.
Sulle poche fortune e le molte miserie di Giuda nel periodo universitario non staremo qui a tergiversare: ci concentreremo solo sul laboratorio di progettazione architettonica (3°anno, 10 crediti).
–    Benvenuti al laboratorio di progettazione architettonica, signori. Io sono il docente, il professor Erode, e…
–    Quello che faceva il re ma è stato cacciato quando è stato beccato con una menade trans?
–    Grazie per avermi ricordato di essere finito in miseria e ricollocato in questo cesso di Università, signor… signor?
–    Iscariota!
–    …signor Iscariota. Ora, se lei avesse la compiacenza di chiudere quella fogna di bocca che si ritrova, passerei all’assegnazione dei progetti. Come prima fase, è sufficiente che mi presentiate alcune righe inquadrando le caratteristiche di ciò che andrete a progettare e come intendete procedere nella realizzazione dell’opera, per sommi capi. L’opera in questione è una piccola casa di quattro stanze: troverete i dettagli nei fogli che vi consegnerò. Ma, per rendere la cosa un po’ più stuzzicante, ad uno di voi verrà sottoposto un progetto un poco più complesso. Dunque, vediamo… il prescelto è, uhm… il signor… il signor Iscariota!
–    Me la sono giocata malissimo con l’uscita sulla menade trans, eh?
–    Pessimamente. Dunque: lei, a differenza degli altri, dovrà progettare un criptoportico.
–    Un… cosa?
–    Un criptoportico! Qui vedo che ha passato l’esame di architettura generale: com’è possibile, se non ha idea di cosa sia un criptoportico? Come l’ha passato, l’esame?
–    Come l’ho passato? Facendo pompini, come vuole che l’abbia passato? Come pensa che l’abbiano passato gli altri?
–    Beh, visto il suo misero diciotto, pare che lei non sia bravo neppure in quello. Ha tre giorni di tempo per presentarmi la bozza scritta. Buona fortuna.
–    Fanculo.
–    PREGO?
–    No, dicevo che potrei chiedere al mio cugino coreano, Fang Kulo: è uno che se ne intende. Sa quanto sono precisi, in Oriente.

 
Questa è la trascrizione originale della bozza presentata da Giuda Iscariota esattamente tre giorni dopo, recuperata secoli dopo dagli archivi dell’Università da alcuni amanuensi, poi perduta, poi recuperata da un bibliotecario, poi perduta, poi recuperata da un benzinaio, poi perduta, poi recuperata da un taccheggiatore nel parcheggio del centro commerciale di Carobbio degli Angeli (BG), e quindi giunta a noi, nella sua forma originale.

 
Cos’è un criptoportico? Non ne ho idea. Non esistendo ancora wikipedia, posso supporre sia un portico con un non so che di criptico, di misterioso: un esempio di criptoportico potrebbe essere il portico di entrata di una casa stregata. È dunque sufficiente appendere pipistrelli di plastica ad un portico per fare di esso un criptoportico? Non ne sono convinto ma, nel dubbio, allego una prima bozza del progetto.

Oppure potrebbe essere così: il criptoportico è una specie di cripta, però grande: un criptone, insomma. Colui il quale lo progetta sta di fatto compiendo un atto criptonico, insomma. Potremmo definire dunque criptonite ciò che spinge un architetto a progettare un criptoportico. Dato ciò, risulta palese che il suddetto criptoportico possa tranquillamente essere utilizzato per rompere deliberatamente i coglioni a Superman, tramite sassaiola di pietre “criptoportiche”.

A seguire la bozza.

(lo so, non ho tolto i pipistrelli: ma era per fare prima, e poi fanno sempre la loro scena)
Oppure potrebbe essere un portico criptato, cioè un portico che non abbia le sembianze di un portico, in modo da confondere eventuali malintenzionati. Insomma, una sorta di mascheramento. Ecco la bozza grafica del progetto:

Ma perché criptare un portico? Forse per nascondere il fatto che all’interno qualcuno sta subendo un fallo da dietro, ma non giocando a calcio. Mi sono permesso di aggiungere al progetto alcune spigolosità che fungano da appiglio a chi sta subendo l’iniziativa dell’ambigua Mimallonide, ovvero l’ex re Erode (che peraltro è una grandissima testa di cazzo):

Giuda fu espulso dall’Università il giorno dopo aver consegnato la bozza.

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