Dammi tre parole: mucca, cuffia, birra

(La nostra rubrica “dammi tre parole” funziona così: voi mi suggerite – sulla pagina appletini di facebook – tre “parole chiave” da utilizzare, e io ci scrivo il post; fermo restando che scrivere una storia è un po’ come tessere una tela, e io non sono un ragno)

Le parole chiave di oggi, gentilmente suggerite da Claudia: mucca, cuffia, birra

 

Gli uomini hanno una curiosa abitudine: essere convinti che le donne nascano il giorno stesso in cui li conoscono. Come se non avessero passato, come se non avessero mai amato, come se il labirinto di disastri che soltanto la mente di una donna riesce a creare si disfacesse nel preciso momento in cui un uomo che ancora non conosce pronuncia la parola ciao. Ora, le donne hanno questo immenso dono: riuscire ad arrivare a un compromesso, ed accettarlo, senza che tu te ne renda conto. Laddove bisogna fare entrambi un passo indietro (in un rapporto di coppia succede) tu te ne esci imprecando e sintetizzando il tutto con un “l’hai sempre vinta tu”; lei invece sa perfettamente che non è proprio così, ma te lo lascia credere. Perché? Perché convincere una persona di una cosa falsa è il modo migliore per far sì che questa cosa diventi vera, con l’andare del tempo. E una volta che lo è diventata non c’è più nulla che tu possa fare, se non ribellarti e troncare il rapporto: ma gli uomini sono fottutamente pigri, e lasciare le persone è faticoso. Ma perché, perché l’essere umano maschile non possiede questa capacità? Perché l’essere umano maschile non possiede nessuna capacità? La risposta è semplice. La risposta è “birra“.

Non che le donne non ne consumino, di birra, ma è l’approccio che fa la differenza. Ad esempio: supponiamo che una donna abbia un’ora di tempo per fare la spesa. Farà ‘sta benedetta spesa e comprerà anche la birra: nel caso il tempo non sia sufficiente per compiere acquisti mirati, ponderati e in quantità sufficiente per pianificare i menù casalinghi dei giorni successivi, comprerà quello che riesce e tornerà in un secondo momento.

Avete mai mandato un uomo a fare la spesa con un’ora di tempo? Riesce a raggiungere punte di cinquantaquattro minuti fermo dinnanzi al banco delle birre, e utilizzare i sei minuti rimanenti per prendere tutto il resto, fare la coda in cassa, pagare, caricare il tutto in auto e tornare a casa. Con il seguente risultato:

– Allora, hai preso tutto?

– Certo, cara. Allora, prima scarico le birre, ok?

– …ok. Ma quant…

– Brecco, brecco, break… sch…frrrr… aquila zoppicante, mi senti? Brecco, brecco… schhhh.. qui è mucca con la cuffia, mi senti? …schh…frrr… procediamo con lo scarico, è arrivata la protezione civile? schh… Mi raccomando, piano con la Weisse che se mi si sgasa siamo fottuti, ok? schh….frrr…

– Ma quanta cazzo di birra hai comprato?

– Trecentodue casse.

– ?!?

– Sai, Sabato c’è il derby.

– E il resto l’hai preso?

– Certo! Allora: quindici confezioni di trippa in scatola, due scatole di tampax, uno zerbino con la scritta “mia suocera è un uomo”, diciassette chili di carne secca…

– DICIASSETTE CHILI DI CARNE SECCA?

– Sai, per il rifugio anti-atomico.

– Noi, non abbiamo un rifugio anti-atomico, testa di cazzo.

– E… e quella roba al piano di sotto cos’è?

– La taverna.

– E quell’ hobbit femmina che ogni tanto prendo a calci in culo lì sotto chi è?

– Quella è mia madre.

– Oh. Mio. Dio.

– Così tu saresti “mucca con la cuffia”, eh?

– É un nome d’arte.

 

Oppure, avete mai provato ad andare a fare la spesa insieme ad un uomo? É come andarci con un bambino di sei anni: nel caso del bambino, evitate come la peste l’area giocattoli; nel caso dell’uomo, quella delle birre. Prendete il cervello di un maschio, giocateci a bowling per una serata intera ed avrete più o meno lo stesso risultato che si ottiene lasciandolo solo (perché voi nel frattempo capirete che è una causa persa e lo lascerete lì) di fronte al banco birra. Egli perde ogni sorta di raziocinio e comincia a blaterare cose a caso, adducendo inspiegabili motivazioni in base alle quali sarebbe opportuno acquistare una quantità spropositata della suddetta birra. Cose del genere, insomma.

– Allora, andiamo? Ho ancora un sacco di roba da prendere!

– Ma… ma c’è… c’è il 3X2! Sulla Moretti da sessantasei c’è il 3X2! Gesù, scusami se non ho mai creduto alla tua esistenza: d’ora in poi sarò una persona migliore.

– Ok, ok, prenditi queste diavolo di tre birre e andiamo!

– Tre?

– Beh, c’è il 3X2, no?

– Appunto. E quanto fa tre per due?

– …sei. Ma cosa c’entr…

– Appunto. Sei. Ora, quanti anni avevi quando hai perso la verginità?

– Ma che cazzo stai…

– RISPONDI.

– Diciotto, ma cosa…

– Ok. Diciotto e sei fa ventiquattro. Adesso rispondi a questa: quanti trentini entrarono a Trento trotterellando?

– Trentatrè.

– E siamo a cinquantasette. Ora, hai mai letto il Codice Da Vinci?

– Sì.

– Bene. Hai presente la successione di Fibonacci?

– Senti, vaffanculo.

– Schhh. Parla piano. Potrebbero sentirci.

– Io me ne vado.

– Dio è nella birra.

Il cervello del maschio medio, come scientificamente provato dalla TAC al cervello sottostante, è così strutturato:

Non vorrei dilungarmi troppo: concludendo, qualunque azione dell’essere umano medio di sesso maschile riconduce alla birra. Se la discussione si fa troppo lunga, egli evaderà dalla realtà pensando alla birra (oppure stappandosene una, o due, o ventuno); se buca una gomma in autostrada, il primo pensiero sarà “quanto passerà ora prima che possa farmi una cazzo di birra?”; se voi, stanche di tutto questo, lo lascerete, egli morirà di fame. Ubriaco, però.

 

 

 

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    3 pensieri su “Dammi tre parole: mucca, cuffia, birra

    1. (tratto da una storia vera)

      Brescia, 31/12/2011 ore 15:30 circa
      ilSarto chiama insistentemente QSFB al cell:

      QSFB: Ciao pène, come stai? tutto bénne?
      ilSarto: Si tutto bénne e tu? a casa tutto bénne?
      QSFB: Bènne bènne! Sono contento di sentire che stai bénne. e la mamma stà bénne? sai ieri sera mi sembrava un pò stanca…

      (5 minuti e 47 “bénne” dopo..)

      QSFB: Oh, insomma, che cazzo vuoi?
      ilSarto: Vecchio, ho fatto la spesa, ma ho preso solo 3 casse di Moretti da 66, anche se una cassa già ce l’ho a casa mi sembrano poche.. (ndr. 60 birre circa 40 litri).. uhm..
      QSFB: Uhm.. quanti siete a cena? io arrivo dopo..
      ilSarto: 14.. ma alcuni non bevono.. e c’è un sacco di vino..
      QSFB: forse bastano.. comunque porto una bottiglia di Jägermeister, si sà mai..

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