Giappone&dintorni: i figli so’ piezz ‘e core (e altre cose)

Oggi la nostra rubrica “Giappone&dintorni” si occupa di un padre particolarmente amorevole:

Lascia il lavoro per costruire una moto gigante per il figlio

Un meccanico ha deciso di lasciare il lavoro per creare una moto gigante per il figlio patito per i cartoni animati. La moto era stata iniziata circa tre mesi fa, come un regalo a sorpresa per il figlio che sta completando l’Università, specializzandosi in cinema ed animazione. “I cartoni animati sono il mondo dell’esagerazione, e così ho pensato che una moto gigante fosse ideale per mio figlio”, racconta il 49enne Zhang Yali. La creazione è risultata però più complessa del previsto, ma Zhang Yali non ha esitato a licenziarsi per avere più tempo per completare il regalo per il figlio.

La moto è alta circa 3 metri e lunga cinque e mezzo, e può trasportare otto persone, con sedili costruiti da vecchi divani. Le ruote sono invece prese da un vecchio escavatore. La creazione della strana moto ha dovuto superare molte difficoltà, non ultima l’opposizione della moglie che non vedeva di buon occhio il fatto che l’uomo lavorasse a quello che a lei sembrava “un insieme di rottami”, e soprattutto non ha preso di buon grado il fatto che l’uomo si fosse licenziato dal lavoro.

La donna però alla fine ha ammesso di essere rimasta commossa dall’impegno e dalla costanza del marito.

moto_gigante_thumb

(fonte: notizie.delmondo.info)

E poi trovato anche quest’altra cosa che non c’entra nulla col Giappone ma mi sembrava assolutamente degna di nota (e io un giretto in ‘sto posto lo farei volentieri)

Apre il museo delle invenzioni fallite

Il fallimento può essere una strada verso il successo? Sembrerebbe di sì, vista la popolarità che sta raggiungendo il “museo delle invenzioni fallite” aperto da poco ad Herrnbaumgarten, in Austria.

Fritz Gall ha sempre avuto il pallino dell’inventore, ma come capita a diversi aspiranti inventori, le sue invenzioni erano spesso creative ma poco “pratiche”. Ma non si è scoraggiato, e ha deciso di organizzare una fiera delle “invenzioni-spazzatura” coinvolgendo molti inventori che hanno mandato le loro invenzioni “senza successo” (un plauso va riconosciuto alla loro autoironia). “Ci aspettavamo 20 o 30 visitatori, ma ne sono arrivati più di 5.000, e abbiamo capito che l’idea era buona”. E così, Gall ha deciso di sviluppare ulteriormente il museo, riuscendo ad ottenere anche una partecipazione da alcuni enti pubblici che hanno ritenuto interessante supportare l’idea.

Tra le invenzioni esposte, l’“anonimizzatore portatile”, un rettangolo di cartone nero attaccato ad un asticella che dovrebbe consentire a chi lo usa di occultare la propria identità in pubblico, o delle “matite a prova di errore”, che impediscono di scrivere cose sbagliate perché non hanno la mina (certo, questo impedisce anche di scrivere cose “non sbagliate”), o degli spazzolini senza setole, pensati per chi non ha denti.

anonimizzatore_portatile_thumb[6]

(fonte: notizie.delmondo.info)

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