Il resoconto del Venerdì: quanto spazio occupano i pensieri?

Siamo a Venerdì e io non ho molto da dire. Cioè, in realtà è tutta la settimana che non ho molto da dire: a questo punto potrei semplicemente starmene zitto senza mettermi a fare la parte di quello che butta giù quattro righe banali giusto per il fatto che il blog va aggiornato ogni giorno (cosa che, peraltro, nessuno ci obbliga a fare). Non che io non abbia idea di cosa scrivere: ne ho mille, di cose, in testa. Ma occorrono tempo e voglia per dare una forma a tutti questi pensieri. E alllora la domanda è: se uno ha troppe idee rispetto al tempo che ha per metterle opportunamente a fuoco, cosa deve fare? Le risposte possibili sono tante, ma oggi mi limiterò a consegnarvi i miei pensieri così come si affollano nella mia mente, in forma embrionale, anche come promemoria personale. Procediamo:

– Supponiamo che in un paese assurdo e dimenticato da Dio venga approvata la pena di morte. Supponiamo che – per dimenticanza –  non venga fatta una deroga per chi si deve rendere esecutore della pena. Nel momento stesso in cui “il boia” uccide il condannato diventerebbe dunque egli stesso autore di un omicidio e soggetto a pena capitale, perché non è stato deliberato che chi esegue la pena sia autorizzato ad uccidere. Supponiamo che, anche dopo essersi resi conto dell’errore, i rappresentanti della comunità in questione non abbiano la possibilità di cambiare la legge ormai approvata, per motivi burocratici. Chiunque assumesse il ruolo di esecutore della pena dovrebbe essere a sua volta giustiziato da un altro, e così via. La domanda è: una volta messa in moto questa catena di eventi ed eseguite le esecuzioni, l’ultimo sopravvissuto del paese cosa dovrebbe fare? Uccidersi? Scappare? E se dovesse davvero uccidersi con un colpo di pistola, chi ucciderebbe poi la pistola? Forse una bomba? E chi ucciderebbe la bomba, poi? Forse una bomba più grande? E chi ucciderebbe la bomba più grande, poi? Forse Gesù? E chi ucciderebbe Gesù? Forse Dio? E Dio chi lo ucciderebbe?

La risposta è: Max Pezzali.

– Pensavo che la vita può essere complicata, ma solo perché ce la complichiamo noi. Voglio dire: se fossimo meno idioti sarebbero i trifogli a portare fortuna, senza perdere tempo e diottrie a cercarne uno nato male. Perché il quadrifoglio, per chi non lo sapesse, è un’anomalia del trifoglio bianco (l’anomalia, a mio avviso, non sta tanto nell’avere quattro foglie oppure tre: l’anomalia è nel nome stesso. Perché cazzo bisogna chiamare “trifoglio bianco” una roba tutta verde?) La vita è complicata perché le cose che portano fortuna devono sempre essere quelle rare. E la cosa peggiore è questa: l’abbiamo deciso noi.

– Penso sia bello e giusto inseguire i propri sogni e realizzarli. Magari realizzare ciò che si sognava di diventare da bambini: il massimo della poesia. Ma che cazzo ce ne faremmo di un paio di miliardi di astronauti? (io tra l’altro non sarei uno di quelli: da piccolo volevo fare il camionista);

– Non so se vi capita mai di pensare a come sono nate alcune cose: a me succede di continuo. Mi spiego meglio: immaginatevi la scena. Agenzia pubblicitaria, riunione importantissima. Un grosso, grosso cliente ha commissionato un lavoro, e c’è da pensare  a uno spot. Qualcosa di brilllante, qualcosa all’altezza delle aspettative. Ne scaturisce il più classico dei brainstorming: ognuno spara ciò che gli viene in mente in attesa dell’idea vincente.

– Potremmo ambientare il tutto al Polo Nord e far passare il messaggio che il ghiaccio del polo si è formato grazie al prodotto in questione…

– Uhm: non male, ma banalotto. Magari potremmo buttarla sull’animazione: dei ghiaccioli che muoiono dal caldo e scappano dai bambini che li vogliono mangiare, rifugiandosi a casa del cliente che ha acquistato il prodotto in questione e di conseguenza ha una casa freschissima.

– Carino: però non è un prodotto per bambini, non andremmo a colpire il target adeguato.

– Sì, però non sottovalutiamo il potere dei bambini sui genitori. Se lo spot diventa “di culto” per i bambini, è ragionevole pensare che abbia una ricaduta anche sugli adulti.

Ad un certo punto compare sulla porta l’unico ritardatario della riunione, visibilmente trafelato.

– Ehy! Ma che fine hai fatto? C’è in ballo il lavoro più importante che ci sia stato commissionato negli ultimi mesi e tu arrivi con mezz’ora di ritardo?

– Scusate, scusate, avete ragione ma… ragazzi, ho un’idea. Ho l’idea vincente, cazzo.

– …?

– Sentite questa: fa caldo, molto caldo. L’indiano Orso Grigio arriva, vede il prodotto, gli piace, fa dei segnali di fumo agli altri indiani, gli altri rispondono: inquadratura sulla sua mano che indica i segnali di fumo che stanno arrivando in risposta, poi lui incrocia le braccia soddisfatto e dice: TUTTI VOLERE PINGUINO DELONGHI!!

-…

-…

– Ma è…

-…

-…ma è GENIALE, cazzo!

 

L’ultimo pensiero è questo: ho un taccuino sul quale segno le cose che mi vengono in mente perché poi, già lo so, me le dimentico. Solo che a volte non sono abbastanza dettagliato e così, nonostante mi sia appuntato qualcosa, quando lo rileggo tempo dopo non riesco comunque a ricordarne il senso, il contesto o l’utilizzo che ne avrei voluto fare. Ad esempio (leggo direttamente dal taccuino):

Satana ha una convenzione con i dentisti;

Sono giorni che mi scervello per cercare di ricordare il perché mi sia venuto da pensare che il diavolo sia convenzionato con il sistema odontoiatrico nazionale, ma proprio non mi viene.

–  È come lasciar cadere una goccia di detersivo in un oceano di olio e pretendere che gli scogli si sgrassino

Sono sempre stato un amante delle similitudini ma il come, dove, quando e perché io abbia pensato ‘sta cosa non me lo ricordo proprio.

Lo Zippo di Taribo West

Lo Zippo è un famoso modello di accendino; Taribo West invece era un eccentrico giocatore di calcio, dal discutibile look. Ma perché qualcuno avrebbe dovuto mettere in commercio uno Zippo con l’effige di un mediocre calciatore? E soprattutto: perché qualcuno avrebbe dovuto comprarlo?

Chiudo con questa, alla quale non mi sento di aggiungere nulla:

Arbre magique alla pasta e fagioli

Buon fine settimana.

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