La posta di QuandoSiFaBuio

Per la “posta di QuandoSiFaBuio”, ci scrive una nostra affezionata lettrice (credo):

 

“Egregio QSFB,
considerando la sua esperienza nel rispondere ai quesiti che attanagliano i lettori di Appletini,
la sua rubrica "la posta di quandosifabuio" dove vengono trattati argomenti a 360°,
e trovando lei molto affascinante, mi permetto di porLe alcuni quesiti: perché i pigiami hanno accostamenti di colori così orribili?
Non dovrebbero invogliare?
Ma soprattutto, perché quelli a forma di giacca hanno il taschino sul petto?
Sicura di una sua risposta.
La ringrazio.
                       QBTB”

 

La risposta a questa domanda, tanto per cambiare, non è di facile elaborazione. Come sempre, partiamo dalle basi: descrizione e breve storia del pigiama.

Pigiama è il termine con il quale si fa riferimento ad una serie di capi di abbigliamento, utilizzati a letto. Il termine originale faceva riferimento a dei pantaloni larghi e leggeri, utilizzati in Asia da entrambi i sessi. In occidente invece per pigiama si intende un indumento composto da due "pezzi", derivato dall'originale, ed utilizzato come capo di abbigliamento per il sonno, ma anche per l'abbigliamento casalingo, sempre da entrambi i sessi.

Il termine pigiama è stato introdotto nelle lingue occidentali dal persiano. Il termine originale پايجامه Payjama aveva il significato di indumento per le gambe. L'utilizzo mondiale del pigiama (sia la parola, che l'indumento) è il risultato della presenza britannica nell'Asia del Sud nel diciottesimo e diciannovesimo secolo. Secondo l'Enciclopedia britannica, il pigiama è stato introdotto in Inghilterra nel diciassettesimo secolo, ma la sua moda passò rapidamente. Nel 1870 circa, essi riapparirono nel mondo occidentale come abbigliamento maschile notturno, dopo il ritorno dei coloni britannici.”

(fonte: Wikipedia.it)

 

 

Ora, partiamo dalla domanda sui colori. É effettivamente vero, i pigiami hanno spesso e volentieri accostamenti cromatici terrificanti. Leggendo però la descrizione precedente, si nota come in origine il termine stesso “pigiama” facesse riferimento ai soli pantaloni, e non al “completo” che si è soliti utilizzare oggi. Quindi di fatto il pigiama nasce come pantalone, al quale è stato poi aggiunta la parte superiore. Quindi il principio sarebbe il seguente: essendo due parti che nascono “slegate”, nessuno impedisce che l'accostamento di colore possa essere imbarazzante, soprattutto nel caso il tizio che un giorno ha deciso di aggiungere la parte superiore al pigiama fosse un uomo.

Detto questo, c'è un'altra teoria affascinante che ho elaborato studiando alcuni antichi testi, consultando vari medium e rivedendo alcune vecchie puntate de “la ruota della fortuna”. Secondo le nostre fonti, il pigiama “è il risultato della presenza britannica nell'Asia del Sud nel diciottesimo e diciannovesimo secolo”.

Caso vuole che proprio in quel periodo, e proprio in Inghilterra, vivesse un certo John Dalton. Costui è famoso soprattutto per aver formulato la terza legge fondamentale della chimica, o legge delle proporzioni multiple, che così recita: “Se due elementi si combinano tra loro, formando composti diversi, le quantità di uno di essi che si combinano con una quantità fissa dell'altro stanno fra loro in rapporti razionali, espressi da numeri interi e piccoli”.

Essendo il sottoscritto particolarmente famoso per aver preso dallo zero all'uno in chimica, nel lontano 1998, non credo di essere la persona più indicata per illustrare al meglio la suddetta teoria: oltretutto, non è qui che voglio andare a parare.

L'elaborazione di questa teoria portò via molto tempo al povero John, che spesso stava sveglio anche di notte per proseguire i suoi studi facendo reagire il carbonio con l'ossigeno, la coca-cola con le Mentos e i Buondì alla marmellata con i raudi: quest'ultimo esperimento aveva lo scopo di misurare il coefficiente delta (δ ) di spargimento della marmellata sul muro. Nel quartiere era conosciuto anche per aver provato a far volare dei ratti infilandogli i cosiddetti “topolini” (un piccolo petardo simile a QUESTO) nel culo, con scarsissimi risultati. Negli ultimi anni di vita, inoltre, gli andò totalmente in pappa il cervello e cominciò a mescolare i vari esperimenti, facendo reagire i ratti con i raudi (da cui il coefficiente gamma (γ ) di spargimento del ratto sul muro) e infilando “topolini” nel retro del buondì, creando delle vere e proprie bombe volanti alla marmellata (in quegli anni, in Inghilterra, si registrano diversi avvistamenti UFO, con l'interessante caratteristica in comune della granella di zucchero sulla parte superiore dell'ufo stesso).

Stando sveglio anche di notte, Dalton aveva la necessità di mettersi qualcosa di comodo per poter lavorare con più tranquillità e senza la noia che davano tutti quei pomposi vestiti di fine '700. Cominciò così ad utilizzare capi “poveri”, di scarsa fattura, ma ampi e vaporosi.

Ciò che ancora Dalton non sapeva era questo:

“John Dalton, era affetto da acromatopsia e per primo, nel 1794, descrisse la malattia, che da lui prese il nome di daltonismo. I suoi occhi sono stati rimossi e conservati a scopo di studio dopo la sua morte. Dalton si rese conto di essere affetto da tale malattia solo quando, dovendo partecipare a una riunione di quaccheri, si era comprato un paio di calze di colore rosso fuoco, ritenendo che fossero invece di un più sobrio colore marrone. Accortosi del problema, intraprese uno studio sistematico del proprio difetto visivo, giungendo nel 1794 alla sua prima descrizione scientifica rigorosa”.

Tralasciando la parte sulla rimozione dei suoi occhi, che fa già abbastanza schifo di suo, il punto è il seguente: “Il tipo di daltonismo di cui Dalton era affetto oggi prende il nome di deuteranopia, cioè insensibilità al colore verde.” Dopo la gaffe dei calzini (ai tempi il diritto di recesso non era ancora stato inventato, quindi se sbagliavi a comprarti i calzini erano, come si suol dire, cazzi tuoi) il povero studioso cominciò a chiedersi come cazzo si fosse conciato fino a quel giorno, scoprendo che in realtà tutti quanti lo pigliavano per il culo da anni per questa sua mania di abbinare i colori completamente a caso. Scoprì così, tra le altre cose, che il vestiario che utilizzava per dormire (quello che in seguito verrà denominato pigiama) era in realtà composto da un terrificante abbinamento verde marcio-blu cobalto metallizzato. Quando, dopo la sua morte (avvenuta nel 1844) , un suo caro amico rinvenne questo prototipo di pigiama (nel frattempo gli altri stavano cavando gli occhi al povero John) decise di brevettarlo e di mantenere queste colorazioni assurde in onore di questo coraggioso ragazzo di periferia, che ha sfidato il luogo comune dell'accostamento di colore e , soprattutto, ha fatto volare i Buondì alla marmellata.

Per quanto riguarda la seconda domanda (“Ma soprattutto, perché quelli [i pigiami, ndr] a forma di giacca hanno il taschino sul petto?”), mi sento di risponderti semplicemente con una foto d'annata del sottoscritto che si è presentato a suonare in un locale con “giacca” del pigiama e bermuda a fiori. Credo sia sufficiente.

io pigiama 2

Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alle tue domande, cara lettrice, ti abbraccio ed invito te e tutti gli altri lettori a continuare a seguirci e porre le vostre questioni più spinose, quelle che non avreste mai il coraggio di porre a nessuno, al sottoscritto, di modo che io vi possa illuminare con la mia fantasmagorica sapienza! Scrivetemi all'indirizzo appletini@libero.it …QuandoSiFaBuio risponde!!

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    8 pensieri su “La posta di QuandoSiFaBuio

    1. impressionanti i danni che il grunge ha fatto al look giovanile occidentale… se penso a come andavo in giro conciato a quei tempi mi vengono i brividi, ma in quella foto sei imbattibile.

    2. Grazie mille per le delucidazioni.
      Elementare, Watson! Orrende combinazioni di colori = uomo.
      Mi inchino alla fantasmagorica sapienza e ai bermuda floreali.
      Ricambio l'abbraccio e
      aggiungo un bacio (dove vuoi tu…)

      Se sembro una stolker dimmelo che smetto di commentare e farti avance.

      QBTB

    3. Fantastico, paragonata a Stolker, quindi una frana accertata…potevi paragonarmi come stolker almeno a Gimondi: "l'eterno secondo"

      QBTB

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