L’album della gioia

Non so voi, ma io mi sento controllato: va bene, posso capire che le pubblicità sul web siano mirate, però qui si esagera. Oggi mi sono messo a pensare – ho detto pensare, non digitare su google – al fatto che è passato molto tempo dall’ultima volta che quei simpaticoni di Mediaset Premium mi hanno contattato telefonicamente per propormi uno dei loro accattivanti pacchetti-inculata: forse perché in quell’occasione ho risposto fingendo di essere una pizzeria d’asporto e poi ho cercato di rifilare una prosciutto e funghi alla tizia del call center. Mi spiace, devo limitare i farinacei, mi ha detto lei; c’ho l’impasto di kamut, ho risposto io, ma ha riattaccato.
Insomma, mi metto a pensarci e squilla il telefono. È Mediaset Premium. Non è la prima volta che mi capita: la settimana scorsa stavo pensando agli anni d’oro del grande Real e mi è arrivato un sms di Max Pezzali. C’è qualcosa che non va, insomma: devo stare attento a ciò che penso. Però ieri mi sono imbattuto nell’album di figurine di Papa Francesco e non ho potuto non sussurrare, tra me e me: “Ma chi cazzo se la compra ‘sta roba?”
E il mio telefono ha squillato di nuovo. Ero certo che fosse Dio, dopo tutto quello che gli ho fatto, così ho risposto pensando: mi metto subito sulla difensiva. Gli rinfaccio qualcosa fingendo che non sia importante, così si sentirà in difetto.

“Pronto?”

“Sì, ehm… ciao, Dio. Scusa, al momento sono un po’ indaffarato: sto cercando i miei capelli, sai che mi sono caduti tutti? Cioè, non c’ho più un cazzo, qua sopra. Eppure ho una foto di quando avevo quattordici anni e ti giuro che c’erano. Tu ne sai niente?”

Ma non era Dio: era il Papa. Così ho cercato di spiegargli che non ho nulla contro di lui ma che l’album di figurine mi sembrava un po’ esagerato, e poi: sono quattrocento figurine, zio can. Lo sa che c’è gente che muore di fame? E lui che fa? Il divo sugli album di figurine? Suvvia. Comunque è uno simpatico: quando gli ho chiesto il senso della vita mi ha risposto efficacemente e senza utilizzare la parola “tette”, il che è semplicemente magistrale. Poi gli ho chiesto di passarmi Dio: lui ha cincischiato, si è fatto promettere che mi piglio l’album di figurine, ma alla fine ha ceduto. Avete mai pensato di poter dire una cosa, una soltanto, a Dio? Insomma, non è mica facile. Devi prendere tutto quello schifo che hai dentro e sintetizzarlo in una parola, una frase, un gesto soltanto: sbagli quella parola, quella frase, o quel gesto, e hai perso l’occasione.
Peraltro, la faccenda si è complicata perché Dio era in riunione e mi ha concesso solo una breve whatsappata.

dio_whatsapp_2Direi che è andata piuttosto bene.

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