Lampadine

– Ciao, che fai?
– Cambio la lampadina di questo lampioncino, bel bambino.
– Perché?
– Perché è bruciata e, dopo averla ignorata per quattro mesi, ho capito che stavolta ha vinto il mio vicino di casa. Cioè tuo padre.
– Perché?
– Perché, di solito, entrambi tendiamo ad ignorare il problema aspettando che sia l’altro a risolverlo: tentiamo reciprocamente di prenderci per sfinimento, diciamo. L’abbiamo fatto col cancellino, con tutte le altre lampadine dei lampioncini d’ingresso, con l’accumulo di pubblicità nella posta: cose così. Quando è nevicato l’abbiamo fatto col vialetto d’ingresso: piuttosto che spalarlo ho comprato un kit da arrampicata e l’ho scalato fino al naturale scioglimento dei ghiacci, a primavera.
Stavolta invece ho ceduto. Strano, comunque: di solito vinco io.
– Perché?
– Perché vinco io? Be’, perché lui è sposato.
– Perché?
– Perché è sposato, intendi? Non lo so, ma posso provare ad azzardare una risposta: è arrivato alla soglia dei trenta e sua madre ha cominciato a chiedergli come fosse possibile che un ragazzo bello, intelligente, simpatico e brillante come lui non avesse ancora trovato la ragazza giusta, e che le signore al mercato continuano a chiederle quando si sposa suo figlio, “che poi la casa ce l’ha, il lavoro ce l’ha, manca solamente la ragazza giusta”; i suoi amici non si sono più fatti vedere perché avevano trovato la ragazza giusta; al lavoro l’hanno infilato a fare il tappabuchi a orari assurdi perché tanto lui non aveva mica la ragazza giusta ad aspettarlo, a casa. Poco dopo, anche lui ha trovato la ragazza giusta. Certo che il destino, quando gli dai una mano, oh, è incredibile quello che riesce a fare.
– Perché?
– Perché è fantastico, non credi? Uno penserebbe che alla lunga qualcuno finisca per sposarsi solo perché si sente inadeguato, perché l’hanno fatto tutti o, quantomeno, anche per quello. Invece no: è destino, è amore. La persona giusta al momento giusto, per sempre. Non è dannatamente poetica, la vita, a volte? Cioè, magari è successo ad altri, forse qualcuno si è davvero sposato per quello, ma sicuramente non tu. Non è stupendo?
– Perché?
– Perché la vita è meravigliosa, perché se vuoi combattere la fame nel mondo puoi chiedere di lanciare coriandoli bianchi al posto del riso e perché comprare bomboniere a forma di porta-qualcosa senza capire cosa sia quel qualcosa è uno dei migliori passatempi della storia dell’uomo, ed è dannatamente più semplice del cubo di Rubik. Perché è il giorno più bello della vita. Oddio, anche quella sera allo stadio quando l’Italia ha vinto i mondiali e per caso poi sei finito a cena con la nazionale al completo, tutti sbronzi, e ti hanno fatto sollevare la coppa del mondo, è stato bello, ma vuoi mettere stare un’ora davanti ad un tizio in costume che legge passi tratti da un libro di fantascienza? Dai. E poi sposarsi è considerato una valida risposta alla domanda: “Che diavolo hai combinato nella tua vita?” che è una di quelle domande alle quali  è meglio avere sempre qualcosa da rispondere.
– Perché?
– Perché ti mette in una posizione rassicurante, capisci? Se lo chiedessero a me, che cosa ho combinato, che diavolo potrei rispondere? Che ho messo su un blog di cazzate, che poi l’idea non è stata nemmeno mia? Non è sufficiente, ci vuole qualcosa di più. Per questo ho un grizzly in giardino.
– …perché?
– Perché l’amore che si prova per un grizzly, tu, non lo puoi capire.

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