Lista della spesa #58: che progetti hai dopo la morte?

Chi ci segue dagli albori sa perfettamente che appletini.it possiede una propria agenzia di onoranze funebri, la “Onoranze funebri Happy Days” (per chi non ne fosse a conoscenza, consiglio vivamente di aggiornarsi cliccando QUI). A tutti piacerebbe reincarnarsi in qualcosa di molto fico, ma nel contempo siamo perfettamente consci del fatto che “polvere siamo e polvere torneremo”, che “la salma è la virtù dei morti” e che il formaggio con le pere è fottutamente buono; ma sappiamo anche che, nel caso il temibilissimo contadino venga a sapere questa cosa, siamo tutti nella merda. Quindi, insomma, una volta morto sei morto, a meno che non facciate parte della schiera di coloro i quali credono alla storia del tizio che ha perso a cartaforbicesasso con Barabba ed è stato crocifisso (in tal caso, tranquillizzatevi: siete salvi. Sorseggierete negroni in compagnia di tutte le suore defunte sino ad oggi, TUTTE, mentre là sotto se la spasseranno con Freddie Mercury e Milingo). Ma dove volevo arrivare? Ah, già. Come sapete, la “lista della spesa” di appletini ha una soluzione per tutto. Dunque, perché non fare di noi un albero, ad esempio?

Ecoinvenzioni, un’urna per diventare alberi dopo la morte

Un modo creativo per lasciare un buon ricordo di sé? Lo ha trovato un giovane designer spagnolo, Martin Azua, inventando un’insolita urna, nella quale assieme alle ceneri del defunto, vengono inseriti i semi degli alberi che in vita la persona ha amato di più.
A guardarlo sembra un classico bicchiere in cartone, di quelli molto in uso nelle catene di fast food internazionali.
Ma stavolta invece che contenere del thè caldo, del caffè o della cola, qualcuno ha pensato bene di farne l’eco-involucro ideale per l’ultimo viaggio. Fatta di fibre di cocco, cellulosa e torba, l’urna bio risponde essenzialmente ad un’idea del suo inventore che ha dichiarato di preferire un proseguimento della sua vita sotto un albero piuttosto che sotto una lapide.

A noi di Ecoseven.net l’idea colpisce sia per il romanticismo a cui Martin Azua ha legato il suo “bicchiere”, sia per il fatto che si tratta di una soluzione ecologica davvero: in fondo, come afferma lo stesso inventore, è il miglior modo per rendere puliti al 100% i cosiddetti “dirty business” dei funerali.

(www.ecoseven.net)

Fantastico, no? Non vi viene quasi voglia di morire? Nel caso, potete raggiungere il vostro scopo sfidando gli amici ad una prolungata partita a questo “gioco”:

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