Lista della spesa #62: l’ovetto e le sue mirabolanti sorprese

Una delle mie più grandi frustrazioni è sempre stata l’ovetto Kinder: cioè, la parte cioccolatosa in fondo andava abbastanza bene (anche se la cosa del + latte e – cacao a me è sempre parsa una grossa inculata); erano le sorprese a lasciarmi basito. Sono studiate per il quoziente intellettivo di un bambino di età compresa tra i tre ed i quattro anni, ma sono vietate ai bimbi fino a tre anni perché contengono piccole parti che potrebbero essere ingerite. Oltre i quattro, invece, qualunque bambino ti sputerebbe in faccia di fronte ad un puzzle da sei pezzi, un mini-soldatino da due pezzi o una macchinina inguardabile e soprattutto intera, non da assemblare. Conosco persone che hanno sognato di fare gli ingegneri meccanici sino a quando non hanno trovato la suddetta macchinina intera e si sono ritirate in un eremo a riflettere sul senso della vita, nutrendosi di muschi e licheni e costruendo le proprie abitazioni col limo del Nilo, che fertile è. Quindi, se fino a tre anni non si può avere a che fare con le sorpresine dell’ovetto e dopo i quattro diventano semplici come giocare a Indovina chi? con Bocelli, ne evinciamo come il target di riferimento della Kinder per quanto riguarda l’uovo in questione sia il bambino compreso tra i tre e i quattro anni. Ma questo i nostri genitori non lo sanno, e così cominciano a comprarcelo quando abbiamo due mesi (sciogliendolo nel latte materno, sorpresa compresa) e continuano imperterriti fino ai diciotto compiuti, quando le sorprese le puoi montare anche solo col pensiero, e senza aprire l’uovo.

Un’altra particolarità è data dal fatto che i creatori di queste meraviglie sono convinti che gli animali siano deficienti, e pretendono che noi ce ne convinciamo. Partendo da questo non verificato presupposto ci propinano tartarughe che fanno pupazzi di neve, ippopotami che vanno con lo skateboard, leoni che fumano crack, allodole che costruiscono trappole per allodole, koala che vincono le olimpiadi di giavellotto, giavellotti che vincono le olimpiadi di koala, bradipi che si ingegnano per risolvere il problema dello spread ma quando stanno per riuscirci esplodono senza motivo, et cetera.

Mai una volta che vi si trovasse qualcosa di interessante o utile, insomma. Fino ad oggi e al nostro articolo della “lista della spesa”, ovviamente. Dimenticate le pene dell’infanzia: questo è l’ovetto del duemila!

 

 

 

 

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