Perché non pagare il canone RAI



Dal sito della RAI:

Nel 1954 la RAI portava in Italia la prima trasmissione televisiva.

Erano anni difficili, gli apparecchi erano pochi, nelle case dei privilegiati o nei locali pubblici. Ma si diffuse con grande rapidità e fu uno strumento di crescita e di unificazione culturale e linguistica del Paese.

Oggi la televisione è la fonte principale di informazione e di intrattenimento delle famiglie e la RAI è la più grande azienda radiotelevisiva del Paese.

La RAI è cambiata come è cambiata l’Italia, cercando di adeguarsi alla sfida tecnologica e al mercato, ai progressi del servizio pubblico negli altri grandi Paesi dell’Occidente e dell’ Unione Europea della quale siamo parte integrante.

Un adeguamento tanto rapido e continuo richiede un serio sforzo finanziario: per questo lo Stato chiede agli italiani di pagare ogni anno una imposta, il canone di abbonamento TV, che consente al servizio pubblico di non ridurre la sua capacità di offerta e di adeguamento tecnico e culturale.

Con questo sito ci proponiamo di rispondere alle Vostre domande e di chiarire i dubbi possibili, diamo, infatti, le informazioni necessarie per rispettare le normative previste dalla legge. E’ una guida semplice per non commettere errori e per comprendere meglio le ragioni di questa imposta.

Costa 109€ all’anno, aggiungo io.

E, ribadendo quanto scritto nel sito della RAI, consente al servizio pubblico di non ridurre la sua capacità di offerta e di adeguamento tecnico e culturale.

Dovrebbe, perlomeno.

Il sabato nel quale si è tenuto il CdA di appletini.it era in onda una partita di calcio dei mondiali, onestamente non ricordo quale (non ricordo quasi nulla, figuriamoci la partita). Per pura curiosità sportiva tale partita ha fatto da sfondo a parte del CdA. Una volta conclusa sono partiti i classici approfondimenti: tra l’altro era il giorno prima dell’avvincente match tra Italia e Slovacchia, per cui i presenti in studio non si sono risparmiati relativamente a quali tecniche, schemi, formazioni e motivazioni avrebbe trovato l’Italia per riuscire a ridefinire il concetto stesso di “figura di merda”.

Fin qui, al canone annuo di 109€ non ci pensavo (a parte per il solito motivo, e cioè che, se ci fate caso, nelle trasmissioni sportive della RAI c’è SEMPRE, almeno una volta a puntata ma spesso di più, un collegamento che non funziona, oppure una grafica sbagliata, un audio da sistemare, un replay che non riprende il momento del quale si sta parlando, ecc. SEMPRE).

Non ci stavo pensando.

Poi compare Amedeo Goria, in collegamento (da Johannesburg, se non ricordo male) per un approfondimento.

E lì sono sorte delle domande.

Intanto non sapevamo che Amedeo Goria fosse stato indagato per molestie sessuali (l’abbiamo scoperto dopo, e abbiamo scoperto anche il perché, ma approfondiremo più avanti).

Al di là di questo, il canone che


consente al servizio pubblico di non ridurre la sua capacità di offerta e di adeguamento tecnico e culturale ha consentito di guardarsi in chiaro solamente 25 partite su 64: per le altre 39 è necessario avere un abbonamento a Sky.

Ma è sulla seconda parte della frase che ci soffermiamo: infatti il canone che consente al servizio pubblico di non ridurre la sua capacità di offerta e di adeguamento tecnico e culturale ha fortunatamente consentito ad Amedeo Goria di avere a disposizione efficientissimi mezzi tecnologici a supporto dei suoi deliri tecnico-tattici.

Nella fattispecie, il supporto tecnologico era il seguente.

 

Immag171

Ammirate il supporto tecnologico della lavagna, l’utilizzo sapiente del pennarello doppio colore per sottolineare le parti fondamentali, come sono state evidenziate le "i" di Italia e la scrittura armoniosa e maniacalmente ordinata di Amedeo Goria, che è sicuramente frutto di un corso di alto perfezionamento in tecniche di scrittura, grafologia e ricamo scritto, pagato con i nostri 109€ annui.

Soldi ben spesi, non c’è che dire

Dai, la scritta "più tiri" è davvero inguardabile.

Ora, come promesso, sveliamo il perché delle accuse di molestie sessuali a carico di Amedeo Goria, o più che altro perché crediamo che questo povero cristo abbia già subito abbastanza:


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Come specificato in questo blog, Amedeo Goria è stato sposato per anni e dunque costretto a scoparsi Maria Teresa Ruta, gli si può perdonare qualche molestia alle giovini che vogliono lavorare in tivu.
Basta con la caccia alle streghe! Amedeo libero!



 


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    4 pensieri su “Perché non pagare il canone RAI

    1. tra l'altro, se il 4 – 4 – 2 favorisce tutte quelle cose scritte su quel meraviglioso oggetto tecnologico, con che modulo ha poi giocato l'Italia per donarci quell'incredibile esempio di arte moderna che è stata l'ultima partita del girone (e del mondiale)?
      sono domande che possono turbare il sonno…

    2. ahahahahah!!!e come dice ale saìd (noto cugino di anonimo saìd):ruta maiala!!!

      …più tiri…se ci penso vomito ancora…più tiri con il tridente udinese…ma dove cazzo volevamo andare col tridente udinese…

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