Siamo tutti nella merda

Da sempre la morte spaventa l'uomo, ma allo stesso tempo lo rincuora; a volte lo chiama, oppure lo rifiuta per prenderselo in un altro momento, lo riempie di terrore ma anche di speranza. E la domanda che tutti si pongono è: cosa diavolo c'è, dopo la morte?
Vermi, un sacco di vermi. Di quelli belli grossi, tipo per andare a trote.
Ma qualcuno dice: la luce. Sì, c'è la luce. Il Paradiso deve essere una roba del tipo che vai a farti una lampada ma ci resti chiuso dentro per l'eternità. Fico.
Qualcun altro ancora dice: il buio. C'è il buio. Tipo “essere John Malkovich”, ma al posto di john Malkovich c'è  Bocelli.
Altri sostengono che si incontrino entrambe le cose, buio e luce, a formare due strati identici ma opposti.
Tipo i Ringo.
Vi chiederete il perché mi ritrovi a scrivere di questo oscuro argomento, e la verità è questa: ad un corso per la sicurezza sul lavoro ho scoperto il peggior nemico dell'uomo. Egli ci ucciderà tutti, anticipando la crisi, il riscaldamento globale e persino i Maya: sto parlando della fotocopiatrice.
Lo so, detto così non fa nessun effetto; ma ricordate i pinguini? Anche loro facevano i gentili.

Voi la guardate e lei se ne sta lì, pasciuta, ad osservarvi mentre bestemmiate perché dovete mandare in stampa un foglio che in originale si trova in formato A4 ma deve essere stampato in A3, fronte-retro, per il 65% a colori e il restante in scala di grigio, leggermente in trasparenza, rilegato, pinzato, ricamato, macchiato caldo, possibilmente d'orzo.
La fotocopiatrice è tra i peggiori nemici dell'uomo: intanto ha una forma pericolosissima, con tutti quegli spigoli vivi in plastica dura, perlopiù ad altezza organo sessuale. E poi? Poi la fotocopiatrice ha il toner. Il Toner (il cui nome non è altro che l'abbreviazione di Antonior) emette del pulviscolo, una polvere sottile, un'antrace inchiostrante che penetra all'interno dell'organismo e nel giro di settanta/settantacinque anni potrebbe, ammesso che Saturno entri in congiunzione con Giunone in una notte di luna piena mentre una giovane vergine cavalca un destriero senza sella alla ricerca di qualcuno che la trombi in una notte di mezza estate, uccidervi.
E la corrente elettrica? Sì, perché voi pensate che nella vostra fotocopiatrice vi siano dei piccoli gnomi gay amanuensi che ricalcano fedelmente ciò che in essa introducete, ma in realtà è tutta una roba di elettricità e laser, tipo Star Trek.

Quindi, la fotocopiatrice può causare problemi se, nell'ordine:

 

  • Piove;

  • Non piove;

  • Vi inciampate sul cavo;

  • Un drappello di guerrieri cosacchi allo sbando si ritrova nel vostro ufficio e dà sfogo alla propria rabbia;

  • Il sindacato delle fotocopiatrici scopre un illecito da parte vostra

 

É importante quest'ultimo punto, perché se da un lato è vero che le possibilità di essere assaliti da un gruppo di guerrieri cosacchi incazzati sono altissime, altrettanto non si può dire dell'aver a che fare col sindacato delle fotocopiatrici. Per conoscenza, vi metto al corrente delle seguenti sentenze:

 

  • Il signor Dimitri Folchi è stato condannato ad una sanzione pecuniaria pari a €780,00 per non aver rimosso in sicurezza una chiavetta USB mentre stampava dei fogli;

  • La signora Trisha Metelli è stata lapidata in pubblica piazza per aver fatto un uso scriteriato del tasto fronte/retro;

  • Il signor Benito Guevara è stato condannato all'ergastolo per essersi fotocopiato le chiappe reiterate volte (“lo rifarei, nonostante tutto”, ha dichiarato poi nella sua biografia “mille splendidi culi” (Einaudi, 2007).

Ecco una carrellata di personaggi famosi che sono risultati essere, in realtà, delle fotocopiatrici:

Il maestro Mijagi

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Jacobine Mugatu

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K.I.T.T.

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Ralph Malph

profilo

Le fotocopiatrici sono la seconda causa di vodoo in Italia: addirittura la prima nell'oltrepò Pavese.
Moriremo tutti. E la cosa peggiore è questa: le abbiamo create noi.
 

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