Vita da cow-boy

Mezzogiorno. L’ora dell’afa, dei condor e del menù di Benedetta Parodi su Italia Uno. Il sole è perfettamente perpendicolare a QuandoSiFaBuio e al suo cappello da cowboy. Caldo, troppo caldo. Persino i pensieri si sciolgono: non ha nemmeno il tempo di pensare ad un cubetto di ghiaccio che già se lo ritrova bello che sublimato nella testa, a riempire di vapore acqueo il suo cazzo di cervello. Ma forse è meglio così: si è sempre chiesto se in un duello con le pistole sia davvero necessario pensare, o sia solamente una questione di riflessi. Forse gli conviene lasciare in stand by tutto il corpo tranne quel diavolo di collegamento tra la testa ed il braccio nella speranza che, così facendo, il tutto possa funzionare più velocemente. D’altra parte, pensare non è sempre cosa positiva: nel duello con Joe Carrera ci aveva quasi lasciato le penne, e tutto perchéquello stronzo di Mimmo l’Alsaziano gli aveva raccontato quella roba del cervello che funziona al contrario. Cioè, non è che funzioni proprio al contrario, però Mimmo dice che la parte destra del cervello controlla la parte sinistra del corpo e viceversa, o una roba del genere. QuandoSiFaBuio non ha mai avuto dimestichezza con queste cose: negli anni aveva rimediato diverse contratture alla gamba destra nel tentativo di ricordare da che parte fosse il “tirare”, quando si trovava di fronte alla porta dei saloon.
“Spingere”, cazzo. L’ingresso col calcio alla porta si fa quando c’è scritto “spingere”.
Insomma, quella volta con Joe Carrera, proprio nel momento in cui non avrebbe dovuto pensare ad uno stracazzo di niente si era messo ad elucubrare su tutta ‘sta cosa del cervello, degli emisferi, del destro che controlla il lato sinistro, e quasi si prende una pallottola in pieno petto. Anzi, in realtà l’ha presa davvero, più o meno.
È che quando i pensieri partono, partono; non riesce mica a farci niente. Il suo cervello si è messo in moto e non c’è stato nulla da fare: ha potuto solamente starsene lì ed assistere al dibattito.
“Senti un po’, emisfero destro. Com’è che tu controlli la mia parte?”
“Cazzo vuoi?”
“Io sono l’emisfero sinistro, dovrei controllarla io la parte sinistra, mica tu.”
“Non l’ho mica deciso io, cazzone. Sono nato così”.
“Si, beh, però è roba mia”.
“E tu, allora? Fai la stessa cosa. Controlli la mia parte.”
“Beh, io però ce l’ho il permesso, tu no”.
“Permesso? Quale permesso?”
“Ecco qua. Permesso ufficiale, ciccio. Con tanto di firma dell’autorità”.
“Questa è una multa per divieto di sosta, coglione. Ed è firmata dal comandante dei vigili di Scanzorosciate: sai che autorità. Menti perché non sai fare nient’altro. Sei un cazzo di fallito”.
“C… cosa? Fallito? Io?  Io sono un fallito? Beh, lo vuoi sapere cosa fa questo fallito mentre tu vai a giocare a calcetto il Mercoledi sera con la tua cazzo di maglia di Cristiano Ronaldo? Eh? Lo vuoi sapere? Mi scopo tua moglie, cornutazzo!”
“Adesso vengo lì e ti spacco il culo”.
“Accomodati pure, idiota. Sono un emisfero cerebrale: non ce l’ho, il culo”.
Inutile precisare che, in questo lasso di tempo, Joe ha sparato.
Per fortuna QuandoSiFaBuio sapeva che Joe Carrera mira sempre al cuore: è bastato il suo santino metallizzato di Roberto Baggio nel taschino della giacca per accusare il colpo senza fare una piega, e rispondere al fuoco. Wikipedia gli aveva salvato il culo ancora una volta.
Ma stavolta non può permettersi tutto ciò: questo nemico è imprevedibile, astuto. Maledettamente preciso. Non ha una traiettoria prediletta: spara e uccide. Testa, cuore, stomaco, lo decide al momento: puro istinto. Questo non è un dilettante: è il miglior cazzo di pistolero di tutta la sponda Ovest del fiume Oglio. È il mito vivente. È leggenda.
È Fakkar Gibellini.
Fakkar Gibellini è davvero il migliore. Da qualche anno è diventato lo zimbello di tutti a causa di quel suo problema di eiuaculazione precoce: lo chiamano “Quechua”, da quando quegli stronzi hanno inventato le tende che si “montano in due secondi”.
 E lui è incazzato. Molto  incazzato.
“E così tu saresti QuandoSiFaBuio, quello che ha eliminato Joe Carrera.”
“Esatto. E tu sei Fakkar Gibellini, quello che monta in due secondi.”
“Pagherai per la tua ironia. Non hai paura, pivello?”
“Paura io? Tu dovresti avere paura! Io ho fatto fuori Joe Carrera!”
“Sai che difficoltà. Joe Carrera era cieco.”
“Tipo Nedved?”
“Cieco con la “i”, idiota. Non vedente.”
“Aaaah. Avevo capito “ceco” della Repubblica Ceca. Che strana cosa, gli idiomi, eh? Pensa che mio zio una volta…”
“Taci! Ora perirai con dolore. Hai un ultimo desiderio? Se si, esprimilo.”
“Certo che ce l’ho! Voglio ucciderti.”
“Ahahah!! Ma questo non è un ultimo desiderio. Devi esprimere un ultimo desiderio perché io ucciderò te."
“Beh, ma tu mi hai chiesto se ho un ultimo desiderio, io l’ho espresso e adesso devi farti uccidere. Un ultimo desiderio è un ultimo desiderio. Lo dice il codice di regolamentazione dei pistoleri sponda Ovest dell’Oglio Bresciano, distretto 4.”
“Beh, si, cioè, questo è vero, però, che cazzo, uno esprime l’ultimo desiderio prima di morire, ma se tu uccidi me poi non muori, e allora non è più l’ultimo desiderio, quindi non vale. È cimbola.”
“Cimbola?”
“Si, cimbola. A monte, tutto a puttane. “
“Se tu usi cimbola, io uso specchio riflesso se ti muovi sei un cesso. E ti uccido.”
“Non vale, l’hanno bandito e lo sai. Anche polenta marrone se ti muovi sei un coglione non si può più utilizzare. Devi cambiare desiderio, neofita del duello. Avanti, scegline un altro.”
“Ma io non ne ho un altro! Io ti voglio uccidere!”
“Ma non puoi! Per essere l’ultimo desiderio dovresti uccidermi e poi uccidere te stesso, ma io non mi fido di uno che spara a un pistolero cieco. Non lo faresti.”
“Chiaro che non lo farei, non sono mica un idiota. Senti, facciamo così: io ti uccido. Poi non uccido me stesso, ma ti prometto che non formulerò più nessun desiderio per il resto dei miei giorni, compreso il momento prima di morire. Così questo sarà l’ultimo desiderio, anche se dovessi campare altri cent’anni!”
“Non so… non mi convince.”
“Senti, facciamo così: prenditi il tempo che ti serve e pensaci. Nel frattempo… senti, tu hai Sky?
“Certo che ce l’ho. Perché?”
“Mah, visto che è Mercoledi… birretta e Champions League?”
“Uhm… si. Birretta e Champions League.”
“Dai, andiamo. Senti un po’, secondo te con che parte del cervello si guarda una partita di calcio?”
“Eeh?”
“Lascia perdere.”

 
 
 
 

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    3 pensieri su “Vita da cow-boy

    1. aaaah.
      ma lo sai che non si possono far girare in senso opposto il pollice e il piede?
      cioè, non puoi far girare il pollice destro in senso orario e il piede destro in senso antiorario.
      prova. magari non durante il prossimo duello.

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